2014-01-18

Shall we dance?

Sono felice. Oggi sono andata a vedere “Via col Vento” della Tsukigumi, e come tutte le volte che esco da teatro penso che ne sia valsa davvero la pena.
Giovedì è stato lo stesso. Dopo due giorni di presentazioni, report e compiti, giovedì mi sono presa la serata per andata a vedere “Shall we Dance?” della Yukigumi. E non sono andata da sola!
Sono stata invitata infatti dalle due signore (quelle di una sessantina d'anni) che ho conosciuto addirittura a Novembre al concerto di Kiriya. Oltretutto, ci siamo incontrate un paio d'ore prima dello spettacolo e siamo andate a fare merenda insieme.


Siamo andate nel bar al secondo piano proprio davanti al teatro, dal quale effettivamente potrei pianificare di vedere qualche demachi. Mi sono divertita proprio a chiacchierare con loro, mi hanno raccontato tutti i gossip che conoscono soltanto loro (la sorella di Kiriya è nel Gekidanshiki, Mattsu si era fatta male ai fianchi, Koshino si è ritirata per sposarsi (non commenterò quest'ultima verità)), e poi mi hanno invitato ancora, questa volta a vedere uno spettacolo giapponese. È stato bello non solo per questo: nonostante siano delle fan accanite e la vastità della loro conoscenza faccia paura (probabilmente la loro intera esistenza è dedicata al Takarazuka), rispetto alle persone che ho conosciuto finora, decisamente molto più giovani, queste signore mi sembrano normali. Sono normali perché vanno a vedere tutti gli spettacoli quando possono, e apprezzano le attrici per quello che valgono, riuscendo anche a commentare negativamente quando qualcosa non va bene.
Comunque, mi hanno procurato un posto davvero interessante. È stata la mia prima volta in platea al Tokyo Takarazuka Theatre <3 in un posto un po' lontano, ma da cui si vedeva benissimo. Le attrici sembrano davvero più reali viste dalla platea. Il posto non era nemmeno scelto a caso, ma si affacciava sul corridoio (nel teatro di Tokyo ce n'è uno solo, verso il fondo). Ho capito durante la revue quanto questo particolare fosse importante, e non solo perché potevo stendere le gambe. 


 
Passiamo alla recensione dello spettacolo, che mi è piaciuto tantissimo (la dico un po' troppo spesso questa frase?). Ho capito tutto, infatti le due signore mi hanno detto che loro preferiscono gli spettacoli un po' più difficili, ma per me riuscire a seguire senza problemi la trama è tutto di guadagnato. Ma non è tanto la trama a conquistare, di questo spettacolo, almeno per me: è prima di tutto il ballo, e poi la composizione delle scene. Non ho trovato in yukigumi qualcuno che mi colpisca particolarmente per la voce, invece per il ballo, soprattutto di gruppo, mi sono emozionata. Ho avuto la fortuna di poter vedere Misuzu Aki che si è ripresa dall'infortunio che le ha impedito di partecipare al run di Takarazuka il mese scorso. Prima di parlare delle scene, dirò un altro paio di cose: Sou Kazuho ha sempre, veramente, uno sguardo tronfissimo che la fa assomigliare ad un piccione XXDD Sagiri Seina in panni femminili è davvero molto bella e aggraziata, e credibile, anche se secondo me con il suo viso le si addicono più i pantaloni. Houshou Dai ha le gambe troppo lunghe per essere vera. Yumeno Seika è stata brava nel suo ruolo, ma mi risulta sempre poco tollerabile. Sono anche questi “ruoli macchietta” che non mi piacciono tantissimo, mi sa.
Le scene: hanno usato tantissimo il supporto video. È stata la prima volta che vedo una cosa del genere dal vivo e mi è piaciuto, nonostante l'effetto “finto” di alcune animazioni. Mi è piaciuto vedere il treno passare fuori dalle finestre della sala da ballo. La scenografia quindi non era particolarmente elaborata tranne nella ricostruzione di un paio di scene di interno. L'ufficio ad esempio consisteva nelle sole scrivanie, il resto (le finestre con i grattacieli sui quali lentamente calava la sera) era grafica.
Il tutto mi è sembrato quindi ben calcolato, la trama scorrevole senza notevoli colpi di scena, (parla di...un uomo che prende lezioni di ballo e della maestra che ritrova la gioia di ballare, ma non ci sono tradimenti, né particolari tensioni) ma è stato proprio piacevole. Sempre parlando di supporto video, nella scena della gara di ballo proiettavano quelle che sembravano le riprese in diretta della gara. Ho dovuto farci veramente attenzione: la precisione che tutte avevano nel ripetere i movimenti mi ha fatto credere per qualche momento che fossero davvero riprese in diretta, poi mi sono resa conto di alcune sbavature e mi sono fatta una ragione che usassero sempre lo stesso video tutte le volte.
I vestiti anche mi sono piaciuti molto, come quelli della revue. Ah, la revue, si chiama “Congratulation Takarazuka” ed è proprio autocelebrativa (a ragione, questo è stato l'ultimo show del 2013 a Takarazuka e il primo del 2014 a Tokyo). Mi è piaciuta tanto perché come il musical procedeva a ritmo serrato, senza pause, e quindi mi ha lasciato senza fiato. Il tema era il gospel (almeno, credo), e quindi ho sentito un sacco di canzoni conosciute (il duet dance era su “Oh Happy Day”, versione Sister Act 2), anche se le mise del prologo e del tema mi hanno lasciato un po' interdetta, sembrava di vedere un'intera equipe medico-ospedaliera improvvisare un musical, come nella puntata di Scrubs. Poi...purtroppo ci hanno tirato nel mezzo l'aspetto religioso del gospel, mettendo in mezzo persone di colore e suore rockettare, il che non mi ha reso particolarmente felice, nonostante personalmente non mi abbia disturbato più di tanto.  
Bellissimo il numero 100 formato dalle attrici in scalinata. Bellissimo il ballo delle otokoyaku, in argento. Meravigliose le otokoyaku vestite da donna.
E poi...sono scese in platea 3 volte ** non riuscivo a crederci all'inizio, altro che in iridemachi, così vestite e truccate per la scena sono una visione davvero mistica!
All'inizio della revue ci hanno avvertito di sgomberare dalla borse il corridoio, quindi un po' ero preparata. La prima volta che hanno cantato il tema nel prologo, nel corridoio a cinque posti alla mia sinistra c'erano Sagri Seina e Yumeno Seika (che ha ammiccato nella mia direzione, non a me, spero). Dallo stesso corridoio poi è passata Sou Kazuho con addosso il vestito nero e oro da cumbanchero e le piume di fagiano. La seconda volta che hanno cantato il tema, invece, sono passate anche da davanti a noi. Davanti a me si è fermata Misuzu Aki, ed è rimasta lì un minuto almeno (a me sono sembrati 10 anni) a cantare e battere le mani. Accanto a lei Houshou Dai stringeva mani al pubblico. Mattsu non l'ha fatto, ma aveva uno sguardo un po' stanco e sofferente, mi sa che dev'essere ancora dura per lei. Nel musical aveva un parte un po' misera, ma la revue deve essere stancante. Comunque, è incredibile trovarsi con le ginocchia di una takarasienne (oltretutto, una sanbante) a 5 centimetri dalla proprie, per tutto il tempo di una strofa. Penso che non me lo dimenticherò mai.
Dopo lo spettacolo non mi sentivo molto bene (sarà stata la tensione?) quindi sono rincasata senza fare demachi, che potrò fare comunque settimana prossima, che era la data che avevo preventivato. Sono contenta anche perché avrò l'occasione di vedere lo stesso spettacolo dal basso e dall'alto. Volevo scrivere di più ma visto che lo rivedrò prometto di riaggiornare settimana prossima.

Non voglio che questo post diventi troppo lungo quindi credo che dividerò in tre parti, parlando anche di venerdi e di oggi (mh, forse di oggi riuscirò a finire di scrivere solo domani...).

2014-01-14

Maggiorenni

Oggi, 13 gennaio, è la festa della maggiore età. In pratica, tutti i ragazzi che dall'aprile dell'anno passato hanno compiuto 20 anni, età in cui in Giappone si diventa maggiorenni, festeggiano indossando il kimono e facendosi un sacco di foto. Molto di più non ho capito, anche se posso raccontarvi cosa ha fatto la ragazzina della famiglia dove abito, che è nata proprio ad aprile e quindi è rientrata nei festeggiamenti di questo gennaio.


Stamattina, visto che dovevo studiare, non l'ho accompagnata alla vestizione e al trucco, ma l'ho vista quando è tornata a casa. Il kimono che ha indossato, preso a noleggio, è uno dei più belli che abbia visto oggi, se non il più bello. Era molto semplice e poco vistoso rispetto a tanti altri, magari intessuti d'oro o di colori sgargianti, ma le donava molto, anche perché al contrario della maggior parte delle altre ragazze era truccata pochissimo.
Nel pomeriggio invece l'ho accompagnata, insieme alla mamma, all'hotel dove si teneva il ricevimento. Non so se funziona per tutti così, anche se credo di sì, ma i neo-maggiorenni festeggiano insieme ai compagni di liceo, e nel caso di questa ragazza, insieme alle compagne, visto che ha frequentato un liceo femminile.


In realtà io alla fine non ho avuto occasione di fare molto, foto a parte, perché la festa era solo per le ragazze, ma ho aspettato insieme alle mamme, e ciò mi ha dato occasione di fare un po' di conoscenze, ad esempio con la signora che ci ha gentilmente procurato i biglietti del kabuki a settembre, che mi ha portato del té in regalo e mi ha detto che se ho voglia mi farà avere altri ingressi.
Fra le ragazze invece ho incontrato quella appassionata di Takarazuka, che mi ha invitato ad andare a vedere la Hanagumi con lei e la ragazzina della famiglia (che non è proprio entusiasta, ma per la sua amica che le vuole far vedere Ranju Tomu questo e altro). Sono stata contenta, peccato che (come fanno tutte le fan che ho conosciuto finora) abbia cominciato a fare le solite storie sul fatto che le dispiace obbligarmi ad andare a vedere la Hanagumi anche se sono fan della Tsukigumi. Come quelli che se dici che ami i gatti subito pensano che odi i cani. Mah.
Comunque, mentre le maggiorenni brindavano, ascoltavanno discorsi dei loro ex-professori e si facevano foto, io scoprivo le loro storie familiari tramite il gossip delle mamme.
Ah, evento degno di nota: uno dei tizi dell'albergo, alla mia richiesta del bagno, mi ha indicato quello degli uomini. No, non si è sbagliato sulla collocazione, mi ha proprio detto: "Il bagno degli uomini è di qua". Somma indignazione.

2014-01-13

Conferenza

Oggi mi girano alquanto le scatole perché da brava stupida quale sono mi sono dimenticata della prevendita del musical del Takarazuka su Napoleone, che è quindi già andato sold out. Continuando a sperare nei biglietti venduti il giorno stesso, vi racconto invece della giornata di ieri, in cui ho cominciato a rivalutare la mia università, che ha organizzato una conferenza a proposito del Takarazuka invitando l'attrice Isono Chihiro, che si è ritirata l'anno scorso.


La conferenza si è tenuta in una delle sale del grande auditorium "veneziano", l'Ookuma.
Non ha presenziato molta gente, e credo che sia stato un peccato perché è stato un evento veramente interessante, incentrato su vari aspetti di questo teatro. Infatti l'incontro è stato organizzato, a quanto ho capito, dalla curatrice del museo del teatro di Waseda, e guardava al Takarazuka sotto diversi punti di vista, ripercorrendone la storia e i contenuti.


Il programma consisteva in quattro parti diverse, e mi ha impegnato tutto il pomeriggio, dalle una e mezzo alle sei passate.
Nella prima parte, tenuta da una ricercatrice di storia del teatro, si è parlato di quanto il Takarazuka sia stato influenzato dal teatro kabuki nella concezione di teatro spettacolare di intrattenimento popolare per famiglie. Oltre a questo hanno trattato anche alcuni spettacoli che sono ispirati a rappresentazioni di kabuki, come ad esempio "Wa ga ai wa yama no kanata ni", con foto comparative dei palcoscenici e della tipologia di recitazione. Sempre sulla recitazione, sono venute fuori cose interessanti, come ad esempio la scena di morte di André in Berubara che pare sia ispirata alle morti del kabuki (scusate, purtroppo con il mio giapponese posso capire solo i discorsi generali, non i particolari...).


A questo punto è intervenuta Isono Chihiro, che nella seconda parte ha ripercorso la sua storia personale all'interno del Takarazuka, con foto e video che illustravano le parti principali da lei interpretate, ma anche la varietà di tipologie di show esistenti.
Non posso certo dire di essere fan sfegatata di Isono Chihiro, ammetto di non conoscerla abbastanza, ma la ricordo bene da alcune cose che ho visto, ed è stato bello ritrovarsela cosi vicina a parlare della sua esperienza, degli spettacoli, delle compagne di troupe. Si è vergognata molto rivedendosi in video! Era vestita in modo molto elegante, con giacca e cappello (e cravatta paillettata), una vera otokoyaku, bellissima alla sua età.
Isono Chihiro è rimasta anche per la terza parte, nella quale sono intervenuti due maestri di danza tradizionale giapponese (nihonbuyō 日本舞踊), che sono stati anche coreagrafi di alcuni show del Takarazuka (ad esempio, il recente "Japonism" portato in tour a Taiwan). Anche questa sezione è stata veramente interessante, perché i due maestri hanno spiegato che la danza giapponese praticata nel Takarazuka è definibile come una "danza in stile nihonbuyō", perché assomiglia solo in apparenza al vero nihonbuyō. Fra le attrici di Takarazuka adesso ce ne sono veramente poche specializzate in danza tradizionale, quindi anche le musiche utilizzate sono in metrica occidentale, in modo che sia più facile per tutte ricordarsi i passi ed eseguirli a tempo.
In realtà, uno dei maestri si è anche un po' lamentato delle attrici, che a suo dire sarebbero un po' negligenti. Altra cosa per cui ci sono state lamentele è stato il famigerato star-system: in uno show giapponese non è detto che le più dotate siano le attrici principali. Sempre a questo proposito, uno dei due ha ricordato che in uno show del 2002 in tema Genji Monogatari lui aveva pensato una coreografia speculare per la top star e la nibante, ma gli è stato chiesto di spostare tutto da un lato perché la top star doveva sempre trovarsi al punto zero del palcoscenico, nel centro esatto.
La quarta parte, sempre a cura di professori, riguardava invece la nascita delle compagnie teatrali femminili e la loro diffusione non solo in Giappone, ma in tutta l'Asia. Sono stata molto felice di sentir parlare di argomenti che sono stati oggetto della mia tesi, come le riviste per donne e per ragazzine nate al'inizio del '900, e mi sono sorpresa che il Giappone non sia l'unico paese asiatico dove esistono otokoyaku.
È stato un incontro veramente stimolante, e sono stata contenta di vedere almeno una delle ragazze del mio club scolastico, che però se n'è andata prima della fine, dopo che Isono Chihiro se n'è andata. Credo che sia un peccato non interessaarsi a tutto tondo delle cose che si amano.

Ah, a proposito di cibo, ieri sera ho mangiato per la prima volta cucina brasiliana (tutte specialità di carne) in un bellissimo ristorante a Omotesando. Non ho fatto foto però l'ho trovata veramente buona, quindi è un'esperienza da rifare. 

2014-01-11

Ringraziamo per il cibo

Come promesso, ecco un po' di foto di cibarie!
Lunedì non sono andata a cena fuori, ma come merenda ho mangiato un momiji manju, un dolcetto buonissimo di Hiroshima, gentilmente regalatomi da un ragazzo giapponese che fa il volontario nella nostra classe.


Curiosità: martedì era il 7 di gennaio, un giorno in cui è tradizione mangiare riso con sette tipi di verdure diverse. I giapponesi credono che mangiare questo piatto, chiamato, nanakusa no sekku, a parte riposare lo stomaco dai bagordi del capodanno, sia utile contro le malattie. In realtà non l'avevo capito quindi non ho fatto nessuna foto, ma visto che io non mangio il riso a colazione la mamma giapponese mi ha fatto gli onigiri del pranzo usando le sette verdure tradizionali <3
La sera invece ho mangiato soba e unagidon, cioè una ciotola di riso con l'anguilla, un piatto che mi piace molto, in un ristorantino molto carino vicino all'università.


Mercoledì ho cenato a casa di un'amica cinese che mi ha quindi offerto riso alla cinese, con molluschi, verdura, funghi e altre cose non meglio identificate; ottimo.


Giovedì siamo andati al kaiten-zushi, cioè in uno di quei fast food di sushi dove hai il nastro trasportatore per i piattini. Puoi anche ordinare dal tavolo, e allora i piatti ti vengono portati da un trenino. Un asilo nido, insomma (cit.).
La qualità del pesce non è certo paragonabile a quella dei ristoranti di alta classe, ma è accettabile, e oltre ai piatti più tradizionali ci sono anche i veri e propri troiai, come il salmone con salsa di aglio e burro, che è buonissimo anche se, immagino, non proprio salutare.


Ieri sera ho mangiato di nuovo lo shabu-shabu, il piatto di carne e verdure in cui devi cuocere gli ingredienti in tipi differenti di brodo caldo.


Stasera è prevista grigliata. Mi sa che dovrei smettere di chiedermi perché sto ingrassando.

2014-01-10

Routine

Dalla frequenza dei miei post dovrebbe essere ormai chiaro che è ricominciata a pieno ritmo l'università, con lezioni, compiti, presentazioni e report. Però ho passato un'interessante settimana culinaria, visto che sono uscita tutte le sere a cena; anche stasera vado a mangiare fuori, quindi credo che domani mattina mi dedicherò completamente ad un post di apprezzamento-cibo.
Oggi invece parliamo di altro.


Domenica, l'ultimo giorno di vacanza, sono andata al cinema a vedere il secondo film della serie "Lupin VS Conan". È vero, avevo promesso che non avrei messo foto di cibo, ma cinema e pop corn sono inseparabili per me.
È stato un interessante esercizio linguistico, e mi sono divertita a vedere Lupin: peccato che non mi ricordassi niente del primo film (sono abbastanza sicura di averlo visto, ma nemmeno poi così tanto) e quindi, visto che questo è una sorta di "seguito", non ho capito molto della storia. Però mi sono gustata abbastanza i siparietti comici, come quelli fra Jigen e Conan.
Altra cosa per cui mi sono divertita è stato il personaggio di Emilio, un fantomatico idol italiano che non aveva alla fine nulla a che fare con lo snodo principale della vicenda, ma che è stato pretesto per una quantità notevole di stereotipi e italiano sgrammaticato.
Sono stata proprio contenta, comunque, è stato veramente divertente.


Ieri invece ho ricevuto il regalo di compleanno in anticipo da parte della mamma della famiglia. Mi ha detto pure lei che pensa che sia un po' presto, ma in casa hanno già esposto le bambole dello Hinamasturi, la festa delle bambine, e ci tenevano che io avessi le mie. La festa delle bambine è il 3 di marzo, e si pensa che esporre le bambole troppo in anticipo ritardi il matrimonio della figlia: ma sia la madre che il padre mi hanno detto che vogliono che la loro bambina si sposi il più tardi possibile, e quindi non è un problema per loro, anzi.


Quelle che vedete nella foto piccola sono le bamboline della mamma, quelle grandi nella teca appartengono invece alla figlia. Davanti hanno disposto un ramo di susino pieno di boccioli che si stanno schiudendo pian piano.


Questo è invece il regalo che mi sono fatta da sola: visto che fa freddissimo (ogni due giorni le previsioni mettono neve, ma nulla...) e avevo voglia di comprarmi una felpona, mi sono presa quella di Waseda. Sì, l'ho fatto principalmente per sbattere in faccio al resto del mondo che io studio a Waseda e voi no pappappero, è una delle poche soddisfazioni che mi dà questa università, scusate.
A domani per l'aggiornamento culinario **

2014-01-05

Defying Gravity

"Chi va a teatro il primo dell'anno va a teatro tutto l'anno". Speriamo valga anche per il 2 e il 3 di gennaio!


In realtà, il 2 non sono andata proprio a teatro, quanto DAVANTI ad un teatro, nello specifico davanti al teatro Takarazuka, per il primo giorno di spettacolo del centenario qui a Tokyo. Mi sarebbe piaciuto vedere la prima irimachi dell'anno, anche perché erano presenti anche le altre top stars, oltre all'intera yukigumi, ma nonostante sia arrivata tre ore in anticipo sullo spettacolo sono stata informata che l'irimachi c'era già stata, alle ore sette di mattina. Non capisco cosa avessero da fare le attrici dalle sette alle tre, ma me ne sono fatta una ragione e sono andata a fare le prime compere dell'anno, e mi sono guardata le decorazioni per la celebrazione dei cento anni. Mi esalta davvero trovarmi qui nel 2014.
Aspettando la demachi, visto che ero con un'amica, sono andata al karaoke, e poi siamo tornate davati al teatro: abbiamo aspettato delle ore, ma alla fine siamo riuscite a vedere le attrici della yukigumi, che per il primo giorno di spettacolo dell'anno hanno regalato biglietti di auguri alle fan, compresa la top star <3


Ieri invece avevo il mio primo reale appuntamento teatrale, cioè "Wicked", della compagnia Gekidan Shiki, anche se in un teatro diverso da quelli dove ero già stata. Conoscevo già le canzoni e avevo visto una registrazione piratata, ma per me quella di ieri è stata la prima volta di questo musical. Non avevo idea che fosse così bello!
Innanzitutto partiamo dall'impatto scenografico, ancora prima che lo spettacolo cominciasse: il sipario rappresentava la mappa del mondo di Oz, sulla quale troneggiava un drago enorme, a cui si illuminavano gli occhi e a cui usciva il fumo dalle narici. Una volta alzato il sipario, il setting era ancora più bello, come i costumi. Credo che abbiano preso in blocco la produzione di Broadway e l'abbiano tradotta in giapponese, lasciando uguale tutto il resto. L'effetto comunque è quello giusto, vieni trasportato in un mondo fantastico, curato nei minimi dettagli.


Anche il cast era numeroso, quindi le coreografie mi hanno colpito particolarmente, come mi succede sempre. E le canzoni...gli interpreti erano molto bravi, come spesso dico, ma proprio alcune canzoni mi sono sembrate emozionanti di per sé, già dalle prime note di musica. Oltretutto la traduzione era molto semplice e le battute molto chiare, ho capito tutto dall'inizio alla fine.
Credo che la ragazza che interpretava Glinda fosse la stessa che ho visto in "Mamma Mia" nel ruolo della figlia. Sfogliando i programmi infatti ho visto che i cast che si alternano nei vari musical sono sempre gli stessi, quindi potrebbe darsi che abbia visto le stesse persone. Mi pare una cosa molto difficile per un attore interpretare diversi ruoli in diverse produzioni (lo fanno anche al Takarazuka, quando ci sono i doppi cast, anche se il musical è sempre lo stesso), ma probabilmente è stimolante, anche considerando che i musical del Gekidan Shiki vanno avanti anche per sei-otto mesi continuativi. Se gli attori interpretassero sempre lo stesso personaggio per mesi e mesi probabilmente si stancherebbero.
Tirando le somme, ho pianto tantissimo. La storia è proprio una bella favola, con tutti gli elementi classici che devono esserci in una storia: la protagonista diversa e per questo esclusa, ma con un talento che agli altri manca, la storia d'amore, la storia di amicizia, la ribellione al potere imperante. Però il risultato non mi è sembrato banale e scontato: mi ha dato tante emozioni prima di arrivare alla fine.


Un'inizio dell'anno col botto, quindi, anche da questo punto di vista. Non so spiegare bene come mai il teatro mi sia diventato così indispensabile, ma spero di poterci andare sempre di più!

2014-01-02

Buon inizio!

Auguri!La giornata di oggi è stata lunghissima e densa, come vorrei che fossero tutti i giorni di
questo nuovo anno, che come oggi, immagino cominceranno con un mezzo fallimento.
Avevo programmato di cenare fuori, ma una mezz'oretta prima di uscire mi sono seduta un po' a tavola con la famiglia, che mi ha offerto del granchio e altre squisitezze di pesce, insieme a un pezzettino di carne di cavallo cruda (non so se sia cibo tradizionale, se ricordi il segno zodiacale cinese del 2014 o altro...).


Ormai si sa, i giapponesi per capodanno fanno come noi a Natale: si siedono a tavola, mangiano, conversano, guardano la televisione, fanno giochi di società e vanno a letto (sempre che non facciano parte di quei temerari che vanno al tempio allo scoccare della mezzanotte...). Per questo sono stata l'unica a uscire di casa ieri sera.
In giro c'erano quasi esclusivamente stranieri, infatti. Ero ben cosciente del fatto che il countdown non fosse un avvenimento particolarmente emozionante in questa città, ma francamente mi aspettavo qualcosa di più dalla iper-moderna, affollata e scintillante Tokyo.


Intanto, c'è stato un incidente sulla Yamanote, e la linea è rimasta ferma il tempo necessario per far pensare a tutti quanti che avvremmo passato i primi minuti di capodanno in treno. Sarebbe forse stato meglio. Purtroppo il countdown al tempio che avevo progettato è stato cancellato all'ultimo minuto, quindi abbiamo pensato di andare al famosissimo incrocio di Shibuya, che abbiamo trovato CHIUSO. La polizia ha bloccato l'accesso da tutte le parti, ma non l'afflusso dalla stazione, ovviamente, quindi la gente (composta in maggior parte da americani ubriachi, quindi vi lascio immaginare) continuava ad arrivare e a spingere, con i poliziotti che spingevano dall'altra parte. Sembrava di stare ad una manifestazione studentesca.
Il countdown non c'è stato. I megaschermi sono rimasti bianchi, abbiamo sentito contare al contrario almeno 3 volte, non capendo mai veramente a che punto eravamo. Comunque, abbiamo stappato il nostro spumante, abbiamo bevuto e siamo andati in cerca di un tempio dove ascoltare almeno gli ultimi dei 108 rintocchi di campana che simboleggiano i 108 peccati secondo il buddhismo. Non ci siamo riusciti, però abbiamo trovato un santuario.


Non sappiamo da dove, ma nelle vicinanze si sentiva suonare comunque la campana. Abbiamo dunque fatto hatsumoude, cioè pregato per la prima volta nell'anno, al santuario Konno Hachimangu, incrociato per caso. Mentre ci dirigevamo all'altare, siamo passati per un chinowa, una portale rotondo fatto di erba essiccata, che si dice serva sempre come protezione contro la sfortuna e gli spiriti maligni. Attraversare un chinowa, però, non è cosa da poco: bisogna percorrere una percorso a forma di 8 dirigendosi prima verso sinistra e poi verso destra, passando il portale 3 volte in totale, inchinandosi ogni volta.
Dopo aver pregato, abbiamo bevuto il sakè offertoci e ci siamo riscaldati al fuoco dove vengono bruciati i mamori, cioè gli amuleti porta fortuna, dell'anno passato.
Il progetto successivo di questo Capodanno, era vedere l'alba del primo giorno dell'anno. Non tutti la seguono, ma anche questa è una tradizione, in Giappone. Per aspettarla, siamo andati in giro per locali, e poi ci siamo mossi verso Odaiba.


Abbiamo visto il primo sole dal treno. Il disco solare rosso mi ha fatto pensare subito alla bandiera del Giappone e credo di aver veramente capito perché questo sia chiamato il paese del Sol Levante. Credo che aver visto quest'alba sia stata una bella cosa per molti motivi, ma sicuramente il primo è che non ho visto molte aurore nella mia vita, almeno non in modo deliberato, e la cosa mi emoziona sempre.
Sono dunque tornata a casa senza aver dormito e ho deciso di resistere ancora un po', visto che avevo promesso alla famiglia che avrei passato ancora un po' di tempo con loro.


Per colazione ho mangiato la zuppa che ha bollito tutta la giornata di ieri, con i mochi grigliati dentro. In più, ho ricevuto un sacco di regali: anno nuovo, cose nuove, giustamente. In questo paese soprattutto si dice che per Capodanno si debbano indossare delle mutande nuove, quindi ho ricevuto anche un paio di mutande. Sono inoltre stata inclusa in due delle più famose tradizioni di Capodanno. Ho ricevuto infatto dalla famiglia il mio otoshidama, cioè una busta con dentro un po' di soldini che tradizionalmente viene dato ai bambini dellafamiglia il primo dell'anno. Invece, dalla madre della mia amica, mi vicina di casa, ho ricevuto una cartolina di auguri: queste cartoline vengono inviate a Dicembre, e la posta le consegna TUTTE il primo gennaio, quindi ogni famiglia ne riceve solitamente un bel pacchetto, tutte insieme.


Prima di pranzo siamo andati al santuario vicino casa, perché giustamente la divinità che ti sta più vicina è quella che può tenerti meglio d'occhio, e funziona meglio se preghi quella invece che un'altra. Abbiamo approfittato della bella giornata per portare fuori anche i cani e abbiamo fatto una bella passeggiata. La mamma mi ha comprato un talismano che mi porti bene quest'anno, e ha funzionato subito, visto che mi è capitato di ottenere una rarissima banconota da 2000 yen, che non avevo mai visto in vita mia dal vivo, e che conserverò come un tesoro.



Tornati a casa abbiamo pranzato con i mochi infarinati di soia e con il resto dei mangiarini di ieri. Oggi ho mangiato l'alga konbu, che per assonanza porta felicità.
Dopo il pranzo, comunque, non ho resistito più alla mancanza di sonno e sono andata a dormire qualche ora fino alla cena, molto spartana a parte la zuppa, dentro la quale ho mangiato finalmente la famosa foglia oro, che non sa di niente, come immaginavo, ma speravo che non fosse proprio solo solo decorativa. Nel riso che abbiamo mangiato tutti stasera, era mescolato il riso consacrato che ho ricevuto nel santuario dove siamo andati a mezzanotte. Sulla busta c'era scritto di metterlo insieme a quello di tutta la famiglia e mangiarlo insieme a loro, e così ho fatto. Speriamo bene, se davvero tutti questi amuleti e riti funzionano, avrò un anno strepitoso! Spero sia così per tutti.