2013-12-20

Giustificazione

A scuola mi hanno detto che non mi giustificano le assenze SOLO per un'otite (anche se ho portato i fogli del medico...), però stamani sono arivata in ritardo per colpa del treno e mi hanno accettato la giustificazione perché era garantita dalla linea ferroviaria. Non ho capito bene le motivazioni, ma il treno veloce ci ha messo più di tre quarti d'ora ad arrivare fino alla mia stazione, forse a causa della pioggia. A Takadanobaba dunque mi è stato consegnato un foglio con scritto che il treno aveva fatto mezz'ora di ritardo, foglio che in questi casi va consegnato a lavoro o a scuola per giustificarsi. Fantastico.


Sto per andare a teatro, ma prima volevo consigliarvi un film che mi sono molto divertita a vedere ieri: "Sayonara", con Marlon Brando. Se proverete a guardarlo capirete subito il perché. Come prima motivazione vi dico intanto che è pieno zeppo di rappresentazioni teatrali tradizionali, dal Kabuki, al Nō, al Bunraku. Vabbè, la storia d'amore all'americana non ha nulla di nuovo, ma si toccano temi importanti, e la cultura (soprattutto teatrale) giapponese la fa da padrona. Spero di avervi incuriosito ^^

2013-12-18

Appendice - Exciting Wednesday

Anche se non ci sono state lezioni, in realtà non è stato proprio emozionante questo mercoledì, passato a preparare la presentazione per la lezione di keigo (linguaggio formale, lo scrivo per mia madre che mi ha chiesto di spiegarle le cose, giustamente) di domani. Però è stato molto carino passarlo con gli amici, e mi è venuto in mente che avevo un paio di foto da mettere.


Per cena siamo andati a Shibuya, e abbiamo mangiato lo tsukemen, una varietà di ramen dove devi inzuppare gli spaghetti freddi nel brodo caldo. Buonissimi.


Questa invece è stata la spesa di oggi, sempre al negozio di libri usati dove l'ultima volta ho comprato un volume illustrato bellissimo con storie a proposito del Takarazuka. Ho trovato la quadrilogia de "Il Mare della Fertilità" di Mishima a 10 euro, in edizione bellissima...so che non riuscirò mai a leggerla (no dai, forse fra una quarantina di anni...), ma DOVEVO comprarmela. Si sa che i libri si comprano anche per bellezza, no? E poi chissà, magari un giorno tutti quei kanji non saranno soltanto un ammasso di segnetti ma mi significheranno finalmente qualcosa...
Domani mette neve. In effetti è freddo, e piove, ma il cielo è proprio quello da neve. Speriamo, non vedo l'ora di vedere la neve a Tokyo <3

EDIT: mi sono dimenticata di un'altra cosa che ho fatto. il mio primo test dell'udito. Sono tornata all'ospedale a farmi visitare e mi hanno messo nella cabina con le cuffie a pigiare un tasto quando sentivo fare "beep". Mi sono sentita molto topolino da esperimento ma è stato divertente.

Exciting Tuesday

Domenica sono uscita per studiare, lunedì ho passato un bruttissimo inizio settimana in università...ieri era proprio il caso di dire "meno male che è già martedì".
Cominciamo con un paio di foto proprio dell'Università, che mi ha offerto due esempi di bellezza molto diversi fra loro. Il primo è un fiore, credo una camelia. Adesso che è arrivato davvero l'inverno e anche le ultime foglie stanno cadendo, il giardino intorno alla mensa si è riempito di questi fiori.


Il secondo è la luna, dietro il campanile dell'auditorium, come un terzo quadrante dell'orologio ** dal vivo era proprio emozionante, peccato non essere riuscita a renderlo meglio.
A lezione di cultura giapponese abbiamo parlato di arti marziali, e soprattutto dell'aikido, una disciplina inventata relativamente di recente, che ha come scopo l'armonizzazione delle proprie forze a quelle dell'avversario. Ovviamente non siamo potuti andare molto nel dettaglio, ma dopo averci dato qualche dimostrazione, ci hanno fatto fare un po' di riscaldamento e provare una presa.


È stato divertente provare almeno per una volta. Ogni tanto mi è balenata in testa l'idea di iscrivermi ad un club sportivo qui all'università, ma so che devi per forza seguire gli allenamenti (vabbè, ovvio) e che la disciplina è molto rigida, soprattutto nel rispetto dell'anzianità. Visto che so che mi stufo presto di queste cose, sono un po' indecisa. 



Dopo le lezioni (in realtà sono uscita un po' prima per non far tardi), sono finalmente tornata, dopo un po' di assenza, al Teatro Takarazuka, per vedere "Via col Vento" della Soragumi. Il teatro è tutto addobbato per Natale e per le celebrazioni del centenario: al secondo piano c'è persino una piccola mostra con alcune riviste d'epoca e le caricature di tutte le attrici di primo piano (non solo le top stars) da un bel po' di anni a questa parte. 
Dopo aver comprato il programma, mi sono sistemata in galleria e ho atteso di vedere il mio primo spettacolo da due ore e mezzo.


Do 10 punti a chi ha riconosciuto le scenografie di Berubara XD  
Scherzi a parte, comunque, sono rimasta senza parole, ieri. Conoscevo già bene non solo la storia, ma proprio la messa in scena, avendo visto lo spettacolo in DVD. Però sono rimasta impressionata dalla qualità recitativa generale. Mi esprimo più sulla recitazione che sul canto, visto che i numeri musicali non erano molti, ma anche sul canto ho individuato almeno un paio di voci da tenere sotto controllo per il futuro. 
Partiamo dalla top star, Ouki Kaname che interpretava Rhett, e da Asaka Manato che interpretava Scarlett. Comincerò dicendo che a Kaname stanno talmente tanto bene i baffi che quando nel finale li ha tolti ci sono rimasta un po' male. A parte diffondere concupiscenza da ogni poro, comunque, mi ha colpito per come ha interpretato Rhett. Mi era stato detto che non era in grado di sostenere il personaggio, ma sono pronta a giurare il contrario. Non solo ha reso perfettamente il cinismo e la spregiudicatezza di facciata di Rhett, ma è riuscita a trasmettere ogni suo mutamento interno di emozione, dalla gelosia alla disperazione (mi riferisco soprattutto alla scena in cui ubriaco, fa cadere Scarlett dalle scale). Ha retto molto bene anche gli acuti delle canzoni. Da Kaname potevo aspettarmelo, invece Asaka Manato mi ha proprio sorpreso. Anche se è un'otokoyaku ha recitato con molta naturalezza la parte di una donna. Ha anche cantato molto bene. Entrambe hanno colto davvero i personaggi, mi pare.
Ciò che ho notato in generale, è stata la naturalezza della recitazione, cosa che come avevo già avuto modo di notare, non è sempre propria del Takarazuka. Ieri mi sono spesso chiesta come potrebbe essere la versione della Tsukigumi che andrò a vedere a gennaio: sicuramente qualcosa di molto diverso. Per quel che ne capisco di teatro, ho l'impressione che Masao riesca molto bene nei ruoli shakespeariani - quelli da monologo intendo - e non riesco bene ad immaginarmela come eroina da film. Sono proprio curiosa.



Ovviamente fra le eccellenze non posso non citare lo Ashley di Yuumi Hiro (OH ASHLEY <3), e la Belle di Ozuki Tooma (che mi ha commosso quasi alle lacrime, e non me lo sarei mai aspettato, persona infida che sono). In realtà, non vorrei dimenticare nemmeno Melanie, ma se mi metto a citare tutti allora mi tocca davvero arrivare fino a Prissy, visto che la ragazza che la interpretava è riuscita a camminare storta in modo convincente tutto lo spettacolo. Una combinazione di talenti eccezionale, devo ammetterlo.
Le scenografie e i costumi erano elaboratissimi, come mi sarei potuta aspettare. Una cosa che non ricordo di aver mai visto in altre produzioni erano due strutture laterali a due piani, simili a palchetti di teatro, che creavano quattro piccoli spazi in cui si potevano svolgere contemporaneamente più scene durante i cambi di scenografia sul retro. Spiegata così è un po' complicata da capire, immagino, ma non saprei come dirlo meglio. Sulle scene, ci sono stati quei tre o quattro punti che mi hanno fatto sorridere (soprattutto l'infame scena del carretto e i balletti di guerra che mi suscitano spesso ilarità), ma per il resto, non ci ho trovato parti particolarmente inutili o noiose, nonostante la lunghezza del recitativo.
I numeri di ballo del finale mi sono piaciuti tantissimo ** non tanto il duet dance in realtà, quanto cioè che l'ha preceduto e ciò che l'ha seguito (il balletto coi cappelli di Yuumi Hiro penso che me lo ricorderò a vita, per vari motivi...). Mi sono messa a piangere nella parade, perché ho pensato che quello che avevo visto e stavo vedendo era bellissimo, e presto sarebbe finito. Mi succede tutte le volte da Settembre: appena vedo la scalinata del finale mi prende tristezza.


Ho ovviamente fatto demachi perché è una cosa che mi piace, e poi perché purtroppo ci sono persone che se non vedo adesso non avrò occasione di apprezzare mai più, purtroppo. Mi sono convinta però che fare iridemachi sia un rischio non da poco: l'impressione che ti può dare un'attrice da vicino, o il suo comportamento nei riguardi delle fan, può compromettere quello che pensi di lei come artista. So che non è giusto, ma è così...quindi capita che ti affezioni a qualcuno che prima non consideravi solo perché sorride sempre, e che ti fai stare antipatico qualcun altro perché invece non saluta mai.
Nonostante il freddo ho fatto una passeggiata notturna per Ginza fino alla metropolitana. La trovo bellissima. 





2013-12-14

Otite

Scusate, sono davvero in ritardo, ma mi sono presa la mia prima otite in Giappone e in questi giorni ho affrontato una vera odissea per trovare un medico e farmi dare delle medicine. Ricordatevi, ragazzi, in Giappone il giovedì le cliniche sono chiuse.
Qua non esistono i medici di famiglia, e quindi oltre agli ospedali grossi ci sono un sacco di piccole cliniche specializzate, che sono praticamente tutte chiuse di giovedì. Anche gli ambulatori degli ospedali sono chiusi di giovedì. Quindi, attenti a non ammalarvi di giovedì, eh? Capito? Potete farcela?
L'odissea è partita domenica in realtà, quando l'orecchio ha cominciato a farmi male. Io però fino a mercoledì sono andata a scuola tranquilla.
Martedì ho seguito la solita lezione di cultura giapponese, di cui metto un paio foto.



Anche se dalla seconda foto non si direbbe, la lezione era a proposito del gagaku, l'insieme di danza e musica tradizionale di corte. È stato interessante poter osservare gli strumenti musicali, che sono particolarissimi: ad esempio le ance dei flauti vanno immerse nel té prima di essere utilizzate; mentre lo shō, lo strumento a canne suonato dalla ragazza nella foto, va continuamente rigirato fra le mani per scaldarlo. Anche guardare l'omino che ballava è stata una cosa interessante: in giacca e cravatta non fa proprio lo stesso effetto che in kimono...
Sempre martedì sera sono andata in izakaya con gli amici giapponesi: sono sempre più convinta di aver conosciuto delle persone fantastiche.
Il dramma è cominciato la sera di mercoledì, quando mi sono resa conto che il dolore all'orecchio non se ne sarebbe andato da solo. Il giovedì mattina quindi non sono andata all'università, e ho provato ad cercare una clinica vicino casa, con la figlia della famiglia che mi ha accompagnato a piedi. Non avendo trovato nulla di aperto, la mamma ha chiesto ad un collega della sua ditta se poteva portarci in camion fino all'ospedale. Anche questa è stata un 'esperienza, peccato che l'ambulatorio fosse in ferie. Alla fine, prendendo un treno, siamo arrivate in un posto aperto, dove il dottore mi ha visitato appena e mi ha prescritto un antibiotico.
Fatto sta che venerdì stavo peggio di prima, e quindi sono tornata in clinica, dove un altro medico mi ha prescritto antibiotici più forti e un antidolorifico (il paracetamolo, unica cosa che posso prendere). Per fortuna questo dottore è stato più scrupoloso: mi ha visitato, mi ha fatto la pulizia dell'orecchio, si è preoccupato di spiegarmi cosa avessi, mi ha preso un altro appuntamento per un controllo la prossima settimana. Almeno, mi sono fatta un'idea della situazione. Il problema è rimasto quello dei medicinali: il dosaggio degli antidolorifici non è lo stesso fra giapponesi e occidentali, e l'ho sentito con abbastanza chiarezza. Questa seconda volta all'ospedale mi ha accompagnato una vicina di casa: visto che nessuno in famiglia poteva, è stato scomodato tutto il vicinato per me. La signora in questione mi ha pure preparato dei biscotti al cioccolato molto friabili perché così non li dovevo masticare molto, visto che mi faceva male, e ad alto contenuto calorico visto che non avevo fame. Mi sento coccolata. La mamma della famiglia dato il mio stato pietoso mi ha pure fatto una carezza sulla testa alla giapponese e mi ha mezzo abbracciato.
Per essere ancora più consolata per fortuna mi è arrivato il pacco da parte della mia mamma, con i regali di Natale della mia famiglia <3







Insieme ai regali per me, è arrivato un piccolo presepe per la famiglia giapponese: in effetti spiegare loro questa tradizione quasi esclusivamente italiana mi ha fatto capire quanto sia particolare.
E poi...cibo! Ricciarelli, panpepato, pandoro, marron glacé, crema di tartufo...ovviamente a Natale se starò qua in famiglia seguirò le "tradizioni" giapponesi: ali di pollo fritte e torta di Natale con panna e fragole. Ma vorrei portare anche alla famiglia qui un po' di Natale italiano. E dire che non sono nemmeno religiosa...però è vero: stando all'estero ti rendi conto di quanto di bello ci sia a casa. E non parlo solo del cibo.

2013-12-10

Lavoro

Lavoro, lavoro, lavoro, anche a scuola non si sente altra parola. Anzi, ricerca di un lavoro è l'espressione più usata. Pare che i giapponesi all'università non facciano altro.


Comunque questa è stata la mia mise di ieri, quando sono a andata per la prima volta a vedere come funziona in questo paese la maledetta 就職活動, la ricerca di un lavoro. Ho imparato anche come funzionano i curricula.
La riunione alla quale ho partecipato era pensata apposta per gli studenti stranieri laureati o in vista della laurea, e prevedeva la partecipazione di tre aziende diverse. Ogni azienda si è presentata, poi in gruppi abbiamo potuto liberamente fare domande ai rappresentanti di ciascuna ditta. Alla fine ci hanno offerto un buffet.
Fino a ieri non avevo proprio la più pallida idea di cosa significasse entrare in azienda in questo paese, ma piano piano forse sto cominciando a capire. Quando tu presenti il curriculum, non fai domanda per un posto di lavoro specifico, ma per la ditta. Entri facendo un certo tipo di lavoro, e poi piano piano ti costruisci la tua carriera negli anni, potendo scegliere in seguito in cosa ti vuoi specializzare. Ad esempio: ieri era presente una ditta che gestisce ristoranti ed alberghi. Entrando a lavorare da loro, il primo anno ti mettono a fare il cameriere, o il portiere in un albergo. Andando avanti, puoi chiedere di diventare cuoco, o di gestire un locale, o di organizzare matrimoni, o di fare contabilità.
È un modello interessante di crescita all'interno di una azienda. Continuo a non avere la più pallida idea di come funzioni in pratica, e se potrebbe fare al caso mio, ma meglio tenersi aperte più strade possibili. 



Dopo la riunione sono andata al mini colloquio per lavorare in un ristorante italiano nei pressi del centro commerciale Isetan, un edificio che io trovo bellissimo.
Per fortuna è andato bene, ho portato tutti i documenti, adesso devo solo aspettare che mi fissino un giorno di prova. Ancora dunque non c'è niente di deciso, ma è il posto dovo mi è andata meglio finora e non perdo le speranze. 
Il ristorante mi piace comunque tantissimo: quando entrano i clienti tutti in coro salutano con "Buonasera!". Sembra di stare in un drama. 



Tornata a casa ho trovato la ghirlanda di Natale sulla porta. Il mio cuore un po' si è aperto e un po' si è chiuso. Non pensavo che potesse essere così difficile, tutto. Non avevo nemmeno la più pallida idea che il Natale potesse significare così tanto per me. Ma forse è solo perché sono stanca e un po' triste. 
Comunque, fortunatamente so che c'è chi mi pensa e poi io faccio sempre il tifo per me.

2013-12-08

Fine settimana

Prima di cominciare, metto una foto dello stesso viale dell'altra volta, però di giorno. Lo adoro.


Oggi ho avuta la rivelazione che per "finesettimana" i giapponesi intendono le giornate di venerdì e sabato, visto che per loro la settimana comincia dalla domenica. Ottimo.
Dunque ho passato un fine settimana impegnativo, e non oso immaginare l'inizio della prossima.


Ieri dopo lezione siamo andati ad un evento di mochitsuki per gli studenti stranieri che si teneva nel giardino dell'Università. Il mochitsuki è una cerimonia tradizionale che serve a salutare l'anno passato e ad inaugurare il successivo e consiste nella preparazione di dolcetti di riso, i mochi, appunto. In un grande mortaio viene messo il riso bollito, e due persone alternativamente lo pestano con delle grandi mazze. La pasta ottenuta viene poi condita con salsa di soia, marmellata di fagioli rossi o altri ingredienti, o utilizzata per la zuppa.
Visto che si ritiene che la bontà del mochi dipenda dalla grandezza del fisico di chi lo pesta, a Waseda hanno pensato bene di chiamare una dozzina di lottatori di sumo per prepararci il pranzo. In effetti era buonissimo.
In più, volete mettere lo spettacolo?







Nel pomeriggio, dopo aver studiato nel solito caffé appena fuori dal campus (guai a dire bar, qua con bar si intendono solo i locali notturni), sono andata a Shinjuku, perché sono ancora alla ricerca di un lavoretto. In uno dei due ristoranti italiani in cui sono stata mi hanno fissato un colloquio. Chissà.


La serata si è conclusa nel migliore dei modi, al karaoke con gli amici. Abbiamo fatto la conoscenza di alcuni giapponesi fuori di testa. Li adoro.

Oggi ho invece passato la giornata in famiglia. Finalmente ho scoperto che lavoro fa il padre: è il responsabile delle vendite all'ingrosso di un marchio di vestiti. In pratica, vende ai negozi. Oggi però al suo nuovo ufficio c'erano i saldi di inaugurazione e vendevano anche ai privati, quindi io, madre e figlia siamo andate a vedere.


Sono stati troppo carini: dopo avermi detto dieci volte di scegliere qualcosa, alla fine mi hanno regalato una sciarpa, bella e morbidissima. A quanto ho capito possono mettermi tutto a prezzi scontatissimi...però oggi dovevo comprarmi altri capi di abbigliamento, quindi non ho preso niente. Vi spiegherò dopo.
Per pranzo, siamo andate a Daikanyama, un posto pieno di locali veramente alla moda (e quindi carissimi). La nostra meta era EATALY, un negozio/ristorante che vende solo roba italiana.


Non vi potete immaginare la nostalgia. Il cibo italiano mi manca da morire.
Ho mangiato proprio bene, non pensavo che avrei mai potuto fare tante feste ad un piatto di salumi. Comunque, mi è venuta veramente un sacco di tristezza pensando a casa mia, e alla mia famiglia.
L'atmosfera natalizia è un'altra cosa che mi fa venire nostalgia. Oggi la mamma giapponese ha comprato una ghirlanda da mettere alla porta: mi ha ricordato le decorazioni a casa mia.
Quando ero a Kyoto mia madre e mia sorella sono venute a passare il Natale con me. Questo sarà il mio primo Natale lontano da loro. Noi non siamo religiosi, ma le feste invernali per me hanno sempre significato "famiglia".
Comunque, quando ho fatto questo discorso alla mamma giapponese mi ha risposto: "Non ti preoccupare, adesso hai una famiglia giapponese, potrai comunque passare il Natale in famiglia". Anche lei sa che non è la stessa cosa, ma mi ha reso un po' felice.


E per finire, la storia del vestito che dovevo comprare. Domani proverò ad andare ad un incontro di orientamento di lavoro. Qua in Giappone sono molto severi: tutti devono indossare la divisa. Qundi mamma e figlia mi hanno accompagnato a comprare il mio primo completo da ufficio...speriamo mi serva anche in seguito. Ho passato la serata a compliare il curriculum. Non ho idea di dove mi porterà tutto questo, o meglio, se mi porterà da qualche parte. Però ogni lasciata è persa. Tentiamo anche questa.

2013-12-05

Mukashibanashi

Cioè "favola, racconto dei tempi antichi".
Martedì a lezione di cultura è intervenuto un maestro di Nō, la forma di teatro più antico ancora praticato. Oltretutto è un signore simpaticissimo (e affascinante, vestito in abiti tradizionali).


Visto che le lezioni sono sempre di pratica, abbiamo provato anche noi a cantare un brano seguendo la sua voce. Però, visto che ci sono più toni dei nostri, le modulazioni della musica asiatica sono troppo difficili da capire! In più, cantando tutti in coro, sembrava di stare in chiesa. Comunque non perdo la speranza: il maestro ci ha detto che esistono anche attrici donne, nel
Nō ** ammetto che non lo sapevo.
Durante la lezione è successo un fatto particolare: c'è stato un terremoto ben avvertibile mentre il maestro si esibiva. Lui ovviamente non ha fatto una piega e ha continuato imperterrito a cantare e ballare. Ci aveva spiegato infatti che gli attori di Nō non smettono di recitare neanche se parte l'allarme anti-incendio...

Ieri sera, sempre per restare in tema di tradizione, sono andata al cinema a vedere il nuovo film dello studio Ghibli "Kaguyahime no Monogatari", al Piccadilly di Shibuya. 



Scusate la foto dei bagni, ma mi piaceva troppo il fatto che gli omini avessero i cappelli natalizi. 

Il film mi è piaciuto molto, è diverso rispetto all'opera originale, ma è carinissimo <3 ho pianto tanto sul finale...l'ho trovato molto curato anche nei dettagli storici, ad esempio sull'abbigliamento e sul trucco delle dame del periodo Heian. 
I disegni sono eccezionali, secondo me, sono come degli acquerelli in movimento. Sono molto semplici all'apparenza, ma soprattutto in certe scene rivelano una maestria unica. Ho trovato affascinante il movimento dei vestiti e dei capelli. C'è una scena in cui la protagonista corre liberandosi dei 12 strati di kimono che indossa; mi ha lasciato senza fiato. 
Comunque, nel silenzo irreale che regna nei cinema giapponesi si sentiva chiaramente quanti stessero piangendo...


Per concludere, questa è una foto di oggi di Waseda. Mi piace un sacco questo viale, ora che è tutto giallo.