Sul calendario la giornata appena terminata era segnata come l'undici di Ottobre, ma per il caldo che c'era sembrava di stare ad Agosto. Sono uscita con addosso un vestitino di cotone con la gonna corta e senza spalline, poi stasera è arrivato l'ennesimo tifone e mi è volato via pure il cappello.
È stato un bellissimo sabato. La madre di famiglia mi aveva chiesto di andare con lei e la figlia a Yokohama: in realtà loro pensavano di portarmi a Disney Sea, ma io ovviamente avevo altri programmi, visto che proprio a Yokohama adesso c'è una mostra su "Versailles no Bara"...e loro sono state così carine da accompagnarmi.
Ah, le tavole originali del manga! Vederle mi ha dato un'emozione fortissima: ti accorgi delle sbavature, di come è steso l'inchiostro, ti rendi conto che dietro a quello che tu hai visto stampato c'è stato un vero e proprio lavoro da amanuense. Non parliamo delle illustrazioni a colori. Stavo per mettermi a piangere nel mezzo della sala.
Ovviamente c'era una sezione dedicata al Takarazuka, l'unica in cui si potevano fare foto (non chiedetemi perché ieri non potevo farle e oggi sì...e comunque solo ai vestiti andava bene, ai poster e agli oggetti di scena no, era vietato).
La sezione dedicata all'anime comprendeva gli acetati originali, gli studi dei personaggi e degli ambienti e i disegni di Michi Himeno <3 alla fine erano esposte le tavole dei Berubara Kids, e poi erano stati raccolti un po' di gadget e di edizioni diverse del manga e dell'anime (fra cui anche un paio di edizioni italiane).
Alla fine dei conti è stata proprio una bella mostra, con video di intervista all'autrice, dell'anime e del Takarazuka. Mi sono comprata il catalogo, ma mi sono trattenuta dal comprare troppi gadget stupidi...purtroppo.
Dopo questo tuffo nella Rivoluzione Francese ci siamo dirette verso China Town, una delle più famose e grandi al mondo. Prima tappa: ristorante.
Giuro, giuro che non mangerò mai più cucina cinese in Italia. Altro che riso cantonese...
E poi i profumi, i colori dei negozi e delle case...non ne sono sicura, ma immagino che visitare una China Town sia una cosa completamente diversa che vedere una vera città cinese: come in molti altri casi tutto è costruito apposta, è artificiale, e come ho già detto, esercita un grande fascino su di me.
Attraversando a piedi China Town siamo arrivate alla Yokohama Marine Tower e, finalmente, all'oceano, che vedo per la prima volta da quando sono qui (dall'aereo non conta...). Come giustamente ci si può aspettare da un porto come Yokohama, c'era un festival di cucina di tutti i paesi del mondo: il piatto forte italiano era la pasta con la trippa, mi immagino l'affidabilità del resto dei paesi...
Visto che ho detto che mi piacciono le navi, siamo salite sulla Hikawa Maru, costruita nel 1929 per effettuare la traversata del Pacifico dal Giappone agli Stati Uniti, Una sorta di anti-Titanic insomma. Che infatti non è affondata.
Il sole è calato molto presto, e visto che ci attendeva pi di un'ora di viaggio in treno non abbiamo fatto tardi. Credo che tornerò a Yokohama, mi è piaciuta molto e ci sono molte altre cose che vorrei visitare. E poi c'è il mare...
2013-10-13
Fra Francia e Cina
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2013-10-12
Ahhh, isogashii....
Cioè, "ahh, quante cose da fare...."
Vorrei poter dire che sono stata molto molto pigra e quindi non ho scritto il blog, ma in realtà non ho scritto perché sono stata sempre occupata.
In questi cinque giorni ho fatto tutte le mie ore di scuola, sono andata al club due volte, ho fatto i compiti, ho sentito la gente su skype, ho comprato un binocolo per andare a teatro, ho costruito appendini sperimentali per le mie collanine che si incastrano sempre fra di loro, ho sconfitto una perfida macchinetta della banca e ho visto due esposizioni.
Andiamo con ordine.
Intanto, mi sono comprata una specie di borsa dell'università per farmi vedere in giro e sentirmi un po' superiore.
Le lezioni ormai sono decise e, a parte ogni tanto che mi viene da domandarmi perché ho fatto la follia di iscrivermi al corso dove devo recitare scioglilingua ad alta voce, mi ritengo generalmente soddisfatta. Non dirò che sono facili ma nemmeno impossibili: è solo noioso avere sempre tanti compiti da fare, report da scrivere, letture da registrare, frasi da completare e kanji da studiare. Non ho ancore proprio fatto amicizia con altri ragazzi perché ogni ora cambio classe, ma con qualcuno parlo un po'; i ragazzi asiatici sono la maggioranza e tendono (come gli altri del resto) a fare gruppo fra di loro, a parte qualche temerario.
Ho già detto che adoro le librerie dell'usato che si trovano sulla strada dalla stazione all'università?
Qua è caldissimo di nuovo, le cicale friniscono ancora come se fosse piena estate, e l'umido ti si appiccica addosso come una seconda pelle. Ancora non si intravede nemmeno una foglia rossa. Continuo a sentire il profumo dei fiori di osmanto dappertutto.
Al club le cose vanno bene, anche oggi ci ho passato un'oretta e piano piano mi sembre di riuscire a comunicare sempre meglio. Con la scusa di essere italiana mi sono messa a parlare di vino ed è stato proposto di fare delle visioni di DVD accompagnate da bevuta, il che mi pare un'ottima idea: non c'è niente di meglio di un po' di alcolici per sciogliere i giapponesi.
Ho trovato anche una nuova amica, una ragazza cinese (taiwanese?) che ha cominciato a studiare qui quest'anno, si è unita al club poco dopo di me e mi ha preso come sua mentore. Oggi ci siamo incontrate per andare a vedere una piccola mostra sul Takarazuka, ma prima io e l'altra ragazza italiana siamo andate a fare un giro a Meguro, un quartiere dove si trova una specie di centro congressi, hotel e ristorante in stile giapponese-finto-antico.
Sulla strada per questo posto, chiamato Meguro Gajoen, abbiamo trovato un tempio meraviglioso pieno di statuette d Buddha, che mi ha ricordato quello di Miyajima.
Il Meguro Gajoen è un posto incredibile. In realtà ci siamo andate per vedere un'esibizione di fiori ma alla fine ci siamo messe a girare fra i giardini esterni e le sale interne.
Non mi dispiace questa estrema ricercatezza estetica dei giapponesi. Anche se a noi italiani tutta questo complesso risulta sicuramente finto, artificioso, mi piace come i giapponesi riescano ad apprezzarlo perché anche se "finto", è bello e ti fa sentire bene ("kimochi ii" come dicono loro).
Per aumentare ancora la dose di felicità siamo andate subito dopo a vedere la mostra sul teatro Takarazuka al centro commerciale Takashimaya di Nihombashi. La mostra era carina, le cose più belle erano sicuramente le vecchie riviste, i vecchi biglietti illustrati e le vecchie foto, quelle dei primi del '900, seguite dai costumi di scena. Purtroppo a differenza del museo all'interno del teatro a Takarazuka non si potevano fare foto, quindi ho solo una paio di testimonianze prese di sgamo al volo.
Sulla scalinata che vedete ci si potevano far fare le foto con addosso una ruotina di piume e lo shanshan in mano: ovviamente l'ho fatta, ma non la metterò certo qui. Ci siamo un po' fermate a vedere qualche spezzone di video alla mostra, poi prese dalla fame siamo andate a mangiare una pizza (mh......buona <3) e poi un pochino di karaoke giusto per fare esercizio.
Domani vado con la famiglia a visitare Yokohama, non vedo l'ora, mentre domenica probabilmente andrò a Odaiba con la figlia, almeno conosco le sue amiche. Chissà se riuscirò mai a dormire almeno 8 ore una notte...
Vorrei poter dire che sono stata molto molto pigra e quindi non ho scritto il blog, ma in realtà non ho scritto perché sono stata sempre occupata.
In questi cinque giorni ho fatto tutte le mie ore di scuola, sono andata al club due volte, ho fatto i compiti, ho sentito la gente su skype, ho comprato un binocolo per andare a teatro, ho costruito appendini sperimentali per le mie collanine che si incastrano sempre fra di loro, ho sconfitto una perfida macchinetta della banca e ho visto due esposizioni.
Andiamo con ordine.
Intanto, mi sono comprata una specie di borsa dell'università per farmi vedere in giro e sentirmi un po' superiore.
Le lezioni ormai sono decise e, a parte ogni tanto che mi viene da domandarmi perché ho fatto la follia di iscrivermi al corso dove devo recitare scioglilingua ad alta voce, mi ritengo generalmente soddisfatta. Non dirò che sono facili ma nemmeno impossibili: è solo noioso avere sempre tanti compiti da fare, report da scrivere, letture da registrare, frasi da completare e kanji da studiare. Non ho ancore proprio fatto amicizia con altri ragazzi perché ogni ora cambio classe, ma con qualcuno parlo un po'; i ragazzi asiatici sono la maggioranza e tendono (come gli altri del resto) a fare gruppo fra di loro, a parte qualche temerario.
Ho già detto che adoro le librerie dell'usato che si trovano sulla strada dalla stazione all'università?
Qua è caldissimo di nuovo, le cicale friniscono ancora come se fosse piena estate, e l'umido ti si appiccica addosso come una seconda pelle. Ancora non si intravede nemmeno una foglia rossa. Continuo a sentire il profumo dei fiori di osmanto dappertutto.
Al club le cose vanno bene, anche oggi ci ho passato un'oretta e piano piano mi sembre di riuscire a comunicare sempre meglio. Con la scusa di essere italiana mi sono messa a parlare di vino ed è stato proposto di fare delle visioni di DVD accompagnate da bevuta, il che mi pare un'ottima idea: non c'è niente di meglio di un po' di alcolici per sciogliere i giapponesi.
Ho trovato anche una nuova amica, una ragazza cinese (taiwanese?) che ha cominciato a studiare qui quest'anno, si è unita al club poco dopo di me e mi ha preso come sua mentore. Oggi ci siamo incontrate per andare a vedere una piccola mostra sul Takarazuka, ma prima io e l'altra ragazza italiana siamo andate a fare un giro a Meguro, un quartiere dove si trova una specie di centro congressi, hotel e ristorante in stile giapponese-finto-antico.
Sulla strada per questo posto, chiamato Meguro Gajoen, abbiamo trovato un tempio meraviglioso pieno di statuette d Buddha, che mi ha ricordato quello di Miyajima.
Il Meguro Gajoen è un posto incredibile. In realtà ci siamo andate per vedere un'esibizione di fiori ma alla fine ci siamo messe a girare fra i giardini esterni e le sale interne.
Non mi dispiace questa estrema ricercatezza estetica dei giapponesi. Anche se a noi italiani tutta questo complesso risulta sicuramente finto, artificioso, mi piace come i giapponesi riescano ad apprezzarlo perché anche se "finto", è bello e ti fa sentire bene ("kimochi ii" come dicono loro).
Per aumentare ancora la dose di felicità siamo andate subito dopo a vedere la mostra sul teatro Takarazuka al centro commerciale Takashimaya di Nihombashi. La mostra era carina, le cose più belle erano sicuramente le vecchie riviste, i vecchi biglietti illustrati e le vecchie foto, quelle dei primi del '900, seguite dai costumi di scena. Purtroppo a differenza del museo all'interno del teatro a Takarazuka non si potevano fare foto, quindi ho solo una paio di testimonianze prese di sgamo al volo.
Sulla scalinata che vedete ci si potevano far fare le foto con addosso una ruotina di piume e lo shanshan in mano: ovviamente l'ho fatta, ma non la metterò certo qui. Ci siamo un po' fermate a vedere qualche spezzone di video alla mostra, poi prese dalla fame siamo andate a mangiare una pizza (mh......buona <3) e poi un pochino di karaoke giusto per fare esercizio.
Domani vado con la famiglia a visitare Yokohama, non vedo l'ora, mentre domenica probabilmente andrò a Odaiba con la figlia, almeno conosco le sue amiche. Chissà se riuscirò mai a dormire almeno 8 ore una notte...
2013-10-07
Un mese
È già un mese che sono qui. È solo un mese che sono qui.
Il tempo passa lentissimo ma se guardo indietro mi pare che voli.
In questi giorni come al solito ho fatto una quantità di cose incredibile. Dovevo ancora finire di andare agli orientamenti delle lezioni universitarie quindi fra mercoledì e giovedi sono stata sempre all'università, oppure a studiare.
Il clima qua fa un po' i capricci, arriva un tifone dietro l'altro, un giorno diluvia ed è freddissimo e il giorno dopo torna il caldo umido. Ancora non è autunno, le foglie sono ancora tutte verdi e cantano ancora le cicale, ma si comincia a sentire che l'estate sta finendo. Quando piove vengono fuori un sacco di profumi, come quello delle foglie di ciliegio (che è l'odore dei dolcetti sakuramochi), o dei fiori di osmanto, che mi ricordano tanto Firenze in questa stagione. Ci sono tanti posti qua che ti fanno dubitare di trovarti veramente in una delle metropoli più grandi e popolose al mondo.
Venerdì dopo le lezioni ho incontrato due ragazze italiane in vacanza con le quali sono tornata al Takarazuka e vedere "Lupin". Non ho tante cose da aggiungere rispetto all'altra volta, anche se ho notato delle differenze e questo mi piace tantissimo. In "Fantastic Energy" Masao ha cantato una canzone interpretandola in modo completamente diverso (aveva anche la voce più stanca), e la parade era alla metà della velocità.
Ho notato parecchie buone interpretazioni, ma su tutte Hokushou Kairi è stata strepitosa, non ho nient'altro da dire. Oltretutto, alla demachi ha fatto un sacco di raccomandazioni alle vecchiette del suo fanclub (però era colpa sua se aspettavano al freddo...), e ha fatto una battuta perché una signora le ha regalato un ventaglio. Meravigliosa.
La sera ci siamo dedicate alle ciotole di rame più immense in cui mi sia mai imbattuta (l'omino del tavolo a fianco ha detto che eravamo kakkoi a mangiarlo, immagino perché porzione grande = porzione da uomo).
La giornata di sabato è stata meravigliosa perché ho scoperto in me una passione per il kabuki che non pensavo di poter avere. Ma andiamo con ordine.
La mattina sono andata al club scolastico. Mi sono trovata molto bene, anche se ammetto che mi sono sentita proprio piccola e ignorante: ci sono troppe persone esperte di tutto. Stanno ancora discutendo a proposito della rivista, quindi ho parlato poco o nulla, ma ho comunque fatto esercizio di ascolto.
Nel pomeriggio sono andata a Shinjuku perché la madre di famiglia mi aveva avvertito che nel centro commerciale Isetan c'era la settimana italiana. Effettivamente è stato molto divertente fare pena ai commessi italiani e scroccare assaggini (i prezzi erano ovviamente altissimi), e incutere timore ai commessi giapponesi facendo loro capire che eravamo italiane.
La nostra merenda: calzone e tiramisù. Notate che ogni porzione di tiramisù era dotata di ghiaccio per conservarlo meglio.
Dopo aver finito i nostri giri io e un'altra ragazza siamo andate al cinema a vedere uno spettacolo di kabuki registrato l'anno scorso, chiamato "Yamato Takeru", la storia di un eroe mitico dell'antico Giappone che viene inviato dal padre a sottomettere le popolazioni confinanti per unificare il paese. La storia è abbastanza lineare e parla di amori e di battaglie, ma lo spettacolo andava ben al di là di questo.
Intanto la messa in scena: il genere è in realtà definito super kabuki, per l'utilizzo di artifici tecnici spettacolari, costumi elaboratissimi e scene curatissime a livello coreografico. Le scene di combattimento erano veramente d'impatto, e utilizzavano mosse di arti marziali e di danza.
La recitazione kabuki potrebbe diventare una delle mie preferite. Adoro quando l'attore si ferma durante una scena, soprattutto durante le scene di battaglia, e si mette in posa congelando il tempo per un istante (mie). Il livello recitativo era veramente altissimo. Gli attori che interpretavano le donne (onnagata) erano incredibili, chiudendo gli occhi avresti potuto veramente credere di sentir parlare delle ragazze, delle donne.
Erano tutti molto bravi, ma nessuno più dell'attore protagonista, Ichikawa Ennosuke IV. Non ho mai visto nessuno utilizzare in quel modo tutte le parti del il volto per esprimere un'emozione e riuscire a cambiare così tanto registro di voce per interpretare parti diverse (anche lui ha ricevuto un'educazione da onnagata). Ho pianto per tre quarti dello spettacolo, anche perché i testi erano veramente toccanti. È stata un'esperienza bellissima, 4 ore che sono volate in un attimo. Ci siamo ritrovate ad applaudire come a teatro.
Metto il link di un video qui solo per dare un'idea.
Metto una foto così, perché mi piace la notte di Tokyo, così piena di luci...
Oggi non ha piovuto per niente, però sono rimasta a casa perché dovevo studiare, a parte una breve passeggiata nel parco vicino casa. Verso le 6 sono uscita per andare insieme alle due ragazze di venerdì a vedere la demachi dell'ultima giornata di "Lupin", anche perché si è ritirata Koshino-kumicho...è stata una bella esperienza, c'erano tante tante persone e da parte delle attrici credo che sia bello vedere questa partecipazione. Koshino era bellissima in hakama, sembrava molto più giovane.
Dopo pensavo di fermarmi un po' al bar "Miroir" ma dovevo immaginare che rimanesse chiuso per i senshuuraku...
Mettermi a fare un bilancio di questo primo mese sarebbe troppo retorico, ma sono convinta che non avrei potuto fare di meglio, e questo mi basta.
Il tempo passa lentissimo ma se guardo indietro mi pare che voli.
In questi giorni come al solito ho fatto una quantità di cose incredibile. Dovevo ancora finire di andare agli orientamenti delle lezioni universitarie quindi fra mercoledì e giovedi sono stata sempre all'università, oppure a studiare.
Il clima qua fa un po' i capricci, arriva un tifone dietro l'altro, un giorno diluvia ed è freddissimo e il giorno dopo torna il caldo umido. Ancora non è autunno, le foglie sono ancora tutte verdi e cantano ancora le cicale, ma si comincia a sentire che l'estate sta finendo. Quando piove vengono fuori un sacco di profumi, come quello delle foglie di ciliegio (che è l'odore dei dolcetti sakuramochi), o dei fiori di osmanto, che mi ricordano tanto Firenze in questa stagione. Ci sono tanti posti qua che ti fanno dubitare di trovarti veramente in una delle metropoli più grandi e popolose al mondo.
Venerdì dopo le lezioni ho incontrato due ragazze italiane in vacanza con le quali sono tornata al Takarazuka e vedere "Lupin". Non ho tante cose da aggiungere rispetto all'altra volta, anche se ho notato delle differenze e questo mi piace tantissimo. In "Fantastic Energy" Masao ha cantato una canzone interpretandola in modo completamente diverso (aveva anche la voce più stanca), e la parade era alla metà della velocità.
Ho notato parecchie buone interpretazioni, ma su tutte Hokushou Kairi è stata strepitosa, non ho nient'altro da dire. Oltretutto, alla demachi ha fatto un sacco di raccomandazioni alle vecchiette del suo fanclub (però era colpa sua se aspettavano al freddo...), e ha fatto una battuta perché una signora le ha regalato un ventaglio. Meravigliosa.
La sera ci siamo dedicate alle ciotole di rame più immense in cui mi sia mai imbattuta (l'omino del tavolo a fianco ha detto che eravamo kakkoi a mangiarlo, immagino perché porzione grande = porzione da uomo).
La giornata di sabato è stata meravigliosa perché ho scoperto in me una passione per il kabuki che non pensavo di poter avere. Ma andiamo con ordine.
La mattina sono andata al club scolastico. Mi sono trovata molto bene, anche se ammetto che mi sono sentita proprio piccola e ignorante: ci sono troppe persone esperte di tutto. Stanno ancora discutendo a proposito della rivista, quindi ho parlato poco o nulla, ma ho comunque fatto esercizio di ascolto.
Nel pomeriggio sono andata a Shinjuku perché la madre di famiglia mi aveva avvertito che nel centro commerciale Isetan c'era la settimana italiana. Effettivamente è stato molto divertente fare pena ai commessi italiani e scroccare assaggini (i prezzi erano ovviamente altissimi), e incutere timore ai commessi giapponesi facendo loro capire che eravamo italiane.
La nostra merenda: calzone e tiramisù. Notate che ogni porzione di tiramisù era dotata di ghiaccio per conservarlo meglio.
Dopo aver finito i nostri giri io e un'altra ragazza siamo andate al cinema a vedere uno spettacolo di kabuki registrato l'anno scorso, chiamato "Yamato Takeru", la storia di un eroe mitico dell'antico Giappone che viene inviato dal padre a sottomettere le popolazioni confinanti per unificare il paese. La storia è abbastanza lineare e parla di amori e di battaglie, ma lo spettacolo andava ben al di là di questo.
Intanto la messa in scena: il genere è in realtà definito super kabuki, per l'utilizzo di artifici tecnici spettacolari, costumi elaboratissimi e scene curatissime a livello coreografico. Le scene di combattimento erano veramente d'impatto, e utilizzavano mosse di arti marziali e di danza.
La recitazione kabuki potrebbe diventare una delle mie preferite. Adoro quando l'attore si ferma durante una scena, soprattutto durante le scene di battaglia, e si mette in posa congelando il tempo per un istante (mie). Il livello recitativo era veramente altissimo. Gli attori che interpretavano le donne (onnagata) erano incredibili, chiudendo gli occhi avresti potuto veramente credere di sentir parlare delle ragazze, delle donne.
Erano tutti molto bravi, ma nessuno più dell'attore protagonista, Ichikawa Ennosuke IV. Non ho mai visto nessuno utilizzare in quel modo tutte le parti del il volto per esprimere un'emozione e riuscire a cambiare così tanto registro di voce per interpretare parti diverse (anche lui ha ricevuto un'educazione da onnagata). Ho pianto per tre quarti dello spettacolo, anche perché i testi erano veramente toccanti. È stata un'esperienza bellissima, 4 ore che sono volate in un attimo. Ci siamo ritrovate ad applaudire come a teatro.
Metto il link di un video qui solo per dare un'idea.
Metto una foto così, perché mi piace la notte di Tokyo, così piena di luci...
Oggi non ha piovuto per niente, però sono rimasta a casa perché dovevo studiare, a parte una breve passeggiata nel parco vicino casa. Verso le 6 sono uscita per andare insieme alle due ragazze di venerdì a vedere la demachi dell'ultima giornata di "Lupin", anche perché si è ritirata Koshino-kumicho...è stata una bella esperienza, c'erano tante tante persone e da parte delle attrici credo che sia bello vedere questa partecipazione. Koshino era bellissima in hakama, sembrava molto più giovane.
Dopo pensavo di fermarmi un po' al bar "Miroir" ma dovevo immaginare che rimanesse chiuso per i senshuuraku...
Mettermi a fare un bilancio di questo primo mese sarebbe troppo retorico, ma sono convinta che non avrei potuto fare di meglio, e questo mi basta.
2013-10-06
Varie
Sono una cattiva blogger quindi non trovo mai il tempo di aggiornare. Prometto che stasera lo farò per bene, ma adesso sono appena tornata da una passeggiata al parco, dopo devo uscire e ho ancora da studiare per domani, quindi metterò qualche foto casuale degli ultimi giorni. Sono tutte foto fatte col cellulare, quindi quelle che catturano gli avvenimenti non pianificati, per i quali c'è la macchina fotografica.
Il parco di poco fa, che sembra più una foresta. Se guardate bene vedrete un lago, nel quale si racconta sia morta annegata una principessa...
Adoro trovare queste casette nascoste nelle stradine.
La signora giapponese ogni tanto mi fa degli onigiri di riso o dei panini al tonno per colazione. Dispiaciuta le ho detto che non riesco a mangiarli con il caffè latte, ma mi sono comprata una scatolina per il pranzo (a 100 yen) per portarmeli all'Università. L'altro giorno ho lasciato la scatola sul tavolo e lei me l'ha riempita con ravioli e insalata, poi l'ha avvolta in un fazzoletto alla maniera giapponese ^^ che carina <3
I taiyaki caldi dopo lezione! Li adoro!
Dopo il tifone esce l'arcobaleno (lo so che non si vede benissimo, ma questo è quello che posso pretendere dal mio cellulare)...
Il parco di poco fa, che sembra più una foresta. Se guardate bene vedrete un lago, nel quale si racconta sia morta annegata una principessa...
Adoro trovare queste casette nascoste nelle stradine.
La signora giapponese ogni tanto mi fa degli onigiri di riso o dei panini al tonno per colazione. Dispiaciuta le ho detto che non riesco a mangiarli con il caffè latte, ma mi sono comprata una scatolina per il pranzo (a 100 yen) per portarmeli all'Università. L'altro giorno ho lasciato la scatola sul tavolo e lei me l'ha riempita con ravioli e insalata, poi l'ha avvolta in un fazzoletto alla maniera giapponese ^^ che carina <3
I taiyaki caldi dopo lezione! Li adoro!
Dopo il tifone esce l'arcobaleno (lo so che non si vede benissimo, ma questo è quello che posso pretendere dal mio cellulare)...
2013-10-02
Post Brevissimo
Oggi è stata una giornata buona dal punto di vista universitario. Ho fatto due lezioni molto carine di cui una di letteratura e una di cultura giapponese in cui ci porteranno a teatro e a vedere il sumo, e ci faranno provare aikido, calligrafia, le maschere del No...sono contenta. Sono stata a studiare fino ad ora e mi sento un po' stanca (e, in senso non scolastico, un po' abbattuta) però volevo fare un piccolo post, visto che l'avevo promesso, sugli aggeggi meravigliosi e strani che ho in casa: il cesso e il distributore d'acqua.
Il gabinetto giapponese è meraviglioso da innumerevoli punti di vista. Quello di casa qui non è fra i più tecnologici (ne ho visti che si illuminano e si aprono da soli...), ma ha tutte le opzioni fondamentali, come la seggetta riscaldabile. Puoi selezionare se hai fatto un bisogno piccolo o un bisogno grande, e in caso di bisogno grande viene giù pure del disinfettante.
Dal pratico pannello di controllo invece puoi decidere fra tre tipi di bidet diversi, e regolarne la portata e la potenza. So che è sconvolgente da pensare per noi ma è così: mancando il bidet (e ringrazio Dio di essere nata nel paese migliore al mondo da questo punto di vista, viva il bidet) direttamente dal gabinetto parte un getto d'acqua con cui ti puoi lavare. Non è malissimo una volta che ti ci abitui (sempre meglio di non lavarsi per nulla).
Di solito nei bagni pubblici oltre a queste opzioni c'è una cosa che mi piace tantissimo: il rumore registrato dell'acqua che scorre che serve a mascherare quello della tua pipì, così non ti vergogni a farla.
Come accade anche in altre parti del mondo, il water è diviso da tutto il resto del bagno, del quale scriverò prossimamente.
Ah, e adesso la cosa veramente geniale di questo gabinetto: il lavandino al di sopra. Quando tu tiri lo sciacquone, l'acqua pulita che deve riempire il cassone passa prima da un rubinetto, e tu ti puoi lavare le mani utilizzando l'acqua con cui tirerai lo sciacquone la volta successiva, senza sprecarne altra. Lo adoro.
Questo invece è il distributore dell'acqua: di veramente meraviglioso ha la possibilità di scegliere fra acqua fredda (come da frigo) e bollente, per cui per farti un tè non devi usare neanche il microonde. Effettivamente immagino che sia più pratico rispetto alle bottiglie di plastica.
Sembra strano che una famiglia in casa tenga una cosa del genere, ma mi hanno spiegato che l'hanno comprato quando due anni e mezzo fa sono rimasti senza acqua dopo il terremoto e lo tsunami, e che continuano a comprare l'acqua perché è più sicuro che bere quella del rubinetto. Noi ci fidiamo...
Il gabinetto giapponese è meraviglioso da innumerevoli punti di vista. Quello di casa qui non è fra i più tecnologici (ne ho visti che si illuminano e si aprono da soli...), ma ha tutte le opzioni fondamentali, come la seggetta riscaldabile. Puoi selezionare se hai fatto un bisogno piccolo o un bisogno grande, e in caso di bisogno grande viene giù pure del disinfettante.
Dal pratico pannello di controllo invece puoi decidere fra tre tipi di bidet diversi, e regolarne la portata e la potenza. So che è sconvolgente da pensare per noi ma è così: mancando il bidet (e ringrazio Dio di essere nata nel paese migliore al mondo da questo punto di vista, viva il bidet) direttamente dal gabinetto parte un getto d'acqua con cui ti puoi lavare. Non è malissimo una volta che ti ci abitui (sempre meglio di non lavarsi per nulla).
Di solito nei bagni pubblici oltre a queste opzioni c'è una cosa che mi piace tantissimo: il rumore registrato dell'acqua che scorre che serve a mascherare quello della tua pipì, così non ti vergogni a farla.
Come accade anche in altre parti del mondo, il water è diviso da tutto il resto del bagno, del quale scriverò prossimamente.
Ah, e adesso la cosa veramente geniale di questo gabinetto: il lavandino al di sopra. Quando tu tiri lo sciacquone, l'acqua pulita che deve riempire il cassone passa prima da un rubinetto, e tu ti puoi lavare le mani utilizzando l'acqua con cui tirerai lo sciacquone la volta successiva, senza sprecarne altra. Lo adoro.
Questo invece è il distributore dell'acqua: di veramente meraviglioso ha la possibilità di scegliere fra acqua fredda (come da frigo) e bollente, per cui per farti un tè non devi usare neanche il microonde. Effettivamente immagino che sia più pratico rispetto alle bottiglie di plastica.
Sembra strano che una famiglia in casa tenga una cosa del genere, ma mi hanno spiegato che l'hanno comprato quando due anni e mezzo fa sono rimasti senza acqua dopo il terremoto e lo tsunami, e che continuano a comprare l'acqua perché è più sicuro che bere quella del rubinetto. Noi ci fidiamo...
2013-10-01
Ultimo treno per Kamishakujii
Potevo chiamare questo post riassuntivo in molti modi, ma ho scelto quello che mi piaceva di più, anche perché ho deciso che sarà anche il titolo del mio primo e ultimo romanzo.
Partirò con una foto di cibo che fa sempre piacere. Questo è nabe, ed è buonissimo: mi piace molto il fatto che qui usi avere il piatto di portata al centro del tavolo e che tutti si riuniscano attorno alla pentola e peschino quello che vogliono.
Per il resto, questa università mi sta distruggendo. Sabato sono andata a provare il quarto livello e ho deciso che frequenterò il quinto, anche se ho paura che mi pentirò presto di questa decisione. Non mi preoccupa impegnarmi ma ho un po'paura che non mi basti il tempo per fare i compiti, visto che saranno davvero tanti. Poi qua hanno un po' il vizio di farti pesare qualsiasi cosa, ci parlano come se fossimo una massa di sfaccendati che non hanno voglia di fare niente: "guardate che questa lezione è difficile, se volete solo divertirvi andatevene" "non fate assenze che vi boccio" "se pensate di prenderla sottogamba vi sbagliate". E visto che se bocci ti rimandano a casa a calci queste minacce fanno davvero paura.
In più continuo a essere incerta su quali corsi frequentare, visto che non so ancora a cosa mi abbiano preso. Spero che questa settimana finisca presto.
A parte questo mi piace stare qui, mi piace davvero.
La sera di sabato ho provato l'esperienza di prendere per un pelo l'ultimo treno della notte, a mezzanotte e mezzo, per questo ho dato questo titolo al post. Se mi capitasse di perderlo avrei sempre i taxi, è vero, ma potrei anche trovare una sistemazione di fortuna per la notte, come fanno i giapponesi: un karaoke o un internet point. O un McDonald's. Sicuramente mi capiterà di doverlo fare.
Domenica non avevo voglia di stare in casa anche perché era una giornata di sole meravigliosa. La mattina ho studiato ma il pomeriggio sono andata in un paesino ad un'oretta di treno da qui a vedere il famoso festival degli spider lilies, i manjushage, che fioriscono a migliaia lungo la riva del fiume. Ci sono andata da sola ma è stata veramente una bellissima esperienza.
La mia macchina fotografica ha fatto davvero fatica a mettere a fuoco tutto questo splendore, ma spero che ve lo godiate lo stesso. Il posto dove si svolgeva il festival è una piccola cittadina di campagna, circondata da boschi e colline. Sembra impossibile che si trovi così vicino alla metropoli. Visto che i giapponesi non si fanno mai mancare niente c'erano un sacco di bancarelle di cibo e prodotti di artigianato, (sembrava davvero un nostro mercatino di prodotti biologici, altro che centri commerciali) ma la vera attrazione erano i fiori, fra i quali mi sono fatta un'oretta e mezzo di camminata.
Ovviamente mi sono comprata lo spuntino di metà pomeriggio.
La sera a casa abbiamo mangiato tutti insieme, anche con l'altra ragazza italiana, perché qua in famiglia sono molto preoccupati che si senta sola. Dopo cena, facendo un giro nei dintorni insieme a lei ho scoperto un negozio dell'usato che vende fumetti, libri e DVD a pochissimo: non compro tutto quello che vorrei solo perché poi non saprei come fare a riportarlo, altrimenti la tentazione sarebbe davvero fortissima...
Ieri sono andata a vedere altri corsi all'università. Ogni 40 minuti ho cambiato lezione per avere una panoramica più dettagliata possibile di cosa mi potrebbe aspettare (e anche perché mancare all'orientamento conta come assenza, quindi...visto che non so ancora cosa fare della mia vita...), ho provato il 5 livello, che mi sembra tosto ma fattibile per adesso, e ho fatto un test di prova di "japanese sentence patterns" fallendolo miseramente, un po' per la stanchezza (erano le 6 di sera), un po' perché mi ha preso alla sprovvista. Io spero di poter frequentare lo stesso, il corso lo farei apposta per memorizzare queste cose...
Quando sono tornata a casa ero proprio distrutta nel corpo e nelllo spirito, quindi per risollevarmi madre e figlia mi hanno portato al santuario qui vicino (quello dove sono stata un paio di settimane fa) dove c'era un matsuri (un festival tradizionale). Era pieno di ragazzi e ragazze in yukata, il kimono estivo, che si aggiravano per le bancarelle o che si mettevano in fila per pregare, ed è stato molto carino, anche perché erano anni che non vedevo un matsuri. Ecco, rispetto a 4 anni fa c'è da dire che ci sono bancarelle nuove, tipo la bacarella del kebab...tutto il mondo è paese, davvero.
C'era un piccolo museo aperto, si potevano suonare i tamburi e vedere uno spettacolo di Nō. È stata una serata divertente.
Stamattina per fortuna non ho lezione, ma andrò a frequentare nel pomeriggio, sperando che le lezioni di oggi siano interessanti ma possibilmente un po' più leggere di quelle di ieri. Ora mi metto a studiare, e che la Forza sia con me.
Partirò con una foto di cibo che fa sempre piacere. Questo è nabe, ed è buonissimo: mi piace molto il fatto che qui usi avere il piatto di portata al centro del tavolo e che tutti si riuniscano attorno alla pentola e peschino quello che vogliono.
Per il resto, questa università mi sta distruggendo. Sabato sono andata a provare il quarto livello e ho deciso che frequenterò il quinto, anche se ho paura che mi pentirò presto di questa decisione. Non mi preoccupa impegnarmi ma ho un po'paura che non mi basti il tempo per fare i compiti, visto che saranno davvero tanti. Poi qua hanno un po' il vizio di farti pesare qualsiasi cosa, ci parlano come se fossimo una massa di sfaccendati che non hanno voglia di fare niente: "guardate che questa lezione è difficile, se volete solo divertirvi andatevene" "non fate assenze che vi boccio" "se pensate di prenderla sottogamba vi sbagliate". E visto che se bocci ti rimandano a casa a calci queste minacce fanno davvero paura.
In più continuo a essere incerta su quali corsi frequentare, visto che non so ancora a cosa mi abbiano preso. Spero che questa settimana finisca presto.
A parte questo mi piace stare qui, mi piace davvero.
La sera di sabato ho provato l'esperienza di prendere per un pelo l'ultimo treno della notte, a mezzanotte e mezzo, per questo ho dato questo titolo al post. Se mi capitasse di perderlo avrei sempre i taxi, è vero, ma potrei anche trovare una sistemazione di fortuna per la notte, come fanno i giapponesi: un karaoke o un internet point. O un McDonald's. Sicuramente mi capiterà di doverlo fare.
Domenica non avevo voglia di stare in casa anche perché era una giornata di sole meravigliosa. La mattina ho studiato ma il pomeriggio sono andata in un paesino ad un'oretta di treno da qui a vedere il famoso festival degli spider lilies, i manjushage, che fioriscono a migliaia lungo la riva del fiume. Ci sono andata da sola ma è stata veramente una bellissima esperienza.
La mia macchina fotografica ha fatto davvero fatica a mettere a fuoco tutto questo splendore, ma spero che ve lo godiate lo stesso. Il posto dove si svolgeva il festival è una piccola cittadina di campagna, circondata da boschi e colline. Sembra impossibile che si trovi così vicino alla metropoli. Visto che i giapponesi non si fanno mai mancare niente c'erano un sacco di bancarelle di cibo e prodotti di artigianato, (sembrava davvero un nostro mercatino di prodotti biologici, altro che centri commerciali) ma la vera attrazione erano i fiori, fra i quali mi sono fatta un'oretta e mezzo di camminata.
Ovviamente mi sono comprata lo spuntino di metà pomeriggio.
La sera a casa abbiamo mangiato tutti insieme, anche con l'altra ragazza italiana, perché qua in famiglia sono molto preoccupati che si senta sola. Dopo cena, facendo un giro nei dintorni insieme a lei ho scoperto un negozio dell'usato che vende fumetti, libri e DVD a pochissimo: non compro tutto quello che vorrei solo perché poi non saprei come fare a riportarlo, altrimenti la tentazione sarebbe davvero fortissima...
Ieri sono andata a vedere altri corsi all'università. Ogni 40 minuti ho cambiato lezione per avere una panoramica più dettagliata possibile di cosa mi potrebbe aspettare (e anche perché mancare all'orientamento conta come assenza, quindi...visto che non so ancora cosa fare della mia vita...), ho provato il 5 livello, che mi sembra tosto ma fattibile per adesso, e ho fatto un test di prova di "japanese sentence patterns" fallendolo miseramente, un po' per la stanchezza (erano le 6 di sera), un po' perché mi ha preso alla sprovvista. Io spero di poter frequentare lo stesso, il corso lo farei apposta per memorizzare queste cose...
Quando sono tornata a casa ero proprio distrutta nel corpo e nelllo spirito, quindi per risollevarmi madre e figlia mi hanno portato al santuario qui vicino (quello dove sono stata un paio di settimane fa) dove c'era un matsuri (un festival tradizionale). Era pieno di ragazzi e ragazze in yukata, il kimono estivo, che si aggiravano per le bancarelle o che si mettevano in fila per pregare, ed è stato molto carino, anche perché erano anni che non vedevo un matsuri. Ecco, rispetto a 4 anni fa c'è da dire che ci sono bancarelle nuove, tipo la bacarella del kebab...tutto il mondo è paese, davvero.
C'era un piccolo museo aperto, si potevano suonare i tamburi e vedere uno spettacolo di Nō. È stata una serata divertente.
Stamattina per fortuna non ho lezione, ma andrò a frequentare nel pomeriggio, sperando che le lezioni di oggi siano interessanti ma possibilmente un po' più leggere di quelle di ieri. Ora mi metto a studiare, e che la Forza sia con me.
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