Vorrei poter scrivere che la giornata di ieri è stata emozionante come l'altro giorno, ma purtroppo non posso.
In realtà mi sono avviata verso l'università di buon'ora (sono uscita alle 7 e mezzo di casa), piena di buoni sentimenti, ma già il tempo ha provveduto a scoraggiarmi...la scorsa volta mi è andata di grazia a Kyoto, stavolta sto sperimentando davvero il caldo umido dell'estate giapponese. In Italia fa caldo, ma qua uscendo di casa si ha l'impressione di entrare in una serra tropicale. Mi sento sempre tutta appiccicosa, soprattutto in faccia. Oggi mi hanno chiesto cosa mettevo sui capelli per averli sempre così a posto e luccicanti, volevo rispondere "è l'unto", ma poi mi sono trattenuta e ho detto che non mettevo nulla. Con questo clima mi sento come se il cielo mi pesasse addosso, non digerisco nemmeno bene (potrebbe essere anche il cambiamento di dieta, ma credo sia il caldo). C'è proprio aria di monsone.
A parte questo, l'orientamento è stato tutto fuorché orientante. Già dalla registrazione ("Andate su al secondo piano, ah no ecco prima dovete passare a ritirare la roba di sotto poi tornate qui kudasai") io e la mia amica ci siam sentite sperse. Ci hanno consegnato due volumoni pesantissimi di cui uno interamente in giapponese, un raccoglitore pieno e una busta zeppa di fogli. Ancora dopo l'orientamento non abbiamo capito a cosa serve tutta quella roba.
Ci hanno spiegato cosa serviva fare per non essere immigrati illegali, ci hanno detto che non dobbiamo usare droghe e ci hanno presentato un paio di club che riuniscono giapponesi e stranieri, però non ci hanno detto le cose che ci interessavano sapere, tipo COME registrare l'indirizzo, perché quelle cose utili le fanno fare solo a chi vive nel dormitorio. Vabbè, mi sto già facendo una "to do list", tipo "registrare l'indirizzo, comprare telefono, fare abbonamento del treno, aprire conto in banca, capire che corsi frequentare". I corsi sembrano interessanti, ce n'è pure uno che ti insegna come insegnare il giapponese.
Eravamo parecchi ieri, moltissimi studenti asiatici, che però non sono in scambio, ma si pagano gli studi, e tanti occidentali, molti dei quali americani. Ci hanno diviso in gruppi secondo le residenza, e noi siamo finite nello sparuto gruppo degli "esclusi", cioè quelli che non sono in nessun dormitorio. Ci hanno fatto fare un giro per il campus, un giro un po' inutile in realtà perché essendo pure sabato era tutto chiuso, dalla biblioteca alla cooperativa universitaria, poi per fortuna almeno ci hanno dato il pranzo sponsorizzato.
Sempre perché noi non stiamo in dormitorio ci hanno mandato per primi nell'aula pc a registrare il nostro account e la nostra mail universitaria, e poi ci hanno mandato a casa prima degli altri. Un appunto sull'aula pc: ogni due pc c'e n'è uno collegato al pc dell'insegnante, che in questo modo può far vedere agli studenti che cosa devono fare. Proprio come all'UNIFI, eh?
Visto che avevamo ancora tempo io e la mia amica abbiamo fatto un altro po' di giri; di sabato pomeriggio gli uffici sono chiusi, ma c'era una cosa utile e dilettevole che potevam fare intanto: andare a creare il nostro personale sigillo! In Giappone, nei documenti ufficiali, al posto della firma si usa un timbro personalizzato. Visto che entrambe vorremmo aprire un conto in banca, il sigillo, chiamato inkan, ci serve per forza. Non so ancora bene come funziona il sistema degli inkan, noi siamo andate in un negozio apposta e abbiamo potuto liberamente scegliere che cosa scriverci sopra.
Abbiamo deciso che vogliamo tirarcela un po', così abbiamo scelto entrambe di utilizzare gli ideogrammi al posto del katakana, quindi invece di farci scrivere sopra il mio nome in alfabeto sillabico ho scelto di usare il kanji 照, che si legge te, che significa brillare (ma anche sentirsi imbarazzati).
Dopo aver girato un altro po' sono tornata a casa e ho cenato insieme alla famiglia e ad un'amica, che mi voleva conoscere (in questi giorni sono stata presentata ad un sacco di amici e vicini di casa). Avrei dovuto mettermi a studiare la roba che mi hanno consegnato, ma non avevo molta voglia, credo che affronterò tutti quei volumoni la settimana prossima con calma; intanto preferisco risolvere le questioni burocratiche, alla scelta dei corsi penserò poi. Mi serve tempo per elaborare tutte le informazioni ricevute, questo orientamento mi ha messo più ansia che altro, almeno provo ad affrontare una questione alla volta...
2013-09-15
Takarazuka (part 2)
Dopo il breve intervallo è cominciato "Fantastic Energy". Ecco, già l'inizio mi ha fatto morire dal ridere: Masao deve aver ereditato da Sena la passione per le canzoni senza un testo, ed ha esordito con uno: "SHABADABA DABA DABA"che mi ha fatto rotolare dalla sedia. A parte questo, il tema è davvero carino! Sì, i vestiti sono brutti davvero, però visti dall'alto tutti insieme fanno un bell'effetto.
Tutta la revue andava vista dall'alto, perché tutte le scene erano scene di ballo di gruppo, intervallate da canzoni spesso cantate da un'attrice sola, che così permetteva alle altre di cambiarsi. Anche avere un posto SS però non mi sarebbe dispiaciuto, visto che Masao ha fatto la serenata a tutta la prima fila. Oltretutto è stato carino perché rideva mentre cantava <3
La seconda scena mi ha colpito particolarmente. Hokushou Kairi guidava, vestita tutta sbrilluccicosa, e l'insieme del ballo e del canto è stato spettacolare. In realtà mi è piaciuto praticamente tutto, anche se ho avuto l'impressione che sia durato solo una decina di minuti. Quando è partita la parade mi stavo mettendo a piangere perché stava già finendo. Ah, il tema del duet dance è quello de "Il Tempo delle Mele"...è stato magico, nonostante un po' mi venisse da ridere. Oltretutto Masao ha tre cambi di vestiti super rapidi, mi sa che è anche arrivata un po' in ritardo nel passaggio dal ballo delle otokoyaku al duet.
Riguardo alla divisione delle parti più o meno è stato come "Lupin", però fortunatamente Koshino-kumicho ha avuto un po' più di parti cantate e ballate. È stato bello in una scena (che ha un pezzo di coreografia particolarmente bello, con Masao sulla pedana rialzata con un cerchio di tutte le altre intorno, con la pedana grande che gira) in cui Masao distribuiva rose: quando è arrivata a Koshino si sono fermate un attimo, e Koshino si è stretta il fiore al petto. Mi sono commossa.
Ah, un'altra cosa che non ricordo di aver mai visto: nella botola grande c'è una botola più piccola da una persona sola, che ha portato su e riportato giù Masao ad una velocità incredibile. Io avrei avuto una paura...
Ah, ho già detto che brillava tutto? Non si vede così bene nei DVD, è bellissimo essere abbagliati da tutte quelle luci e paillettes ** il rocket anche è stato bello, giallo e nero in tema con i fazzoletti del fan club.
Comunque purtroppo dopo un'oretta è finito, quindi sono uscita e mi sono messa ad aspettare la demachi. Mentre aspettavo ho preso il modulo di iscrizione al fan club di Masao e la ragazza dello staff mi ha dato anche l'invito per l'ochakai. Purtroppo non hanno più biglietti per il senshuuraku...
Masao è stata la prima ad uscire. Lo spettacolo è finito alle 4 e mezzo e alle 5 e dieci lei era già fuori. Ho aspettato anche le altre (Chapi è stata stupenda! Si è scusata con tutti per essere uscita tardi, e lanciava occhiate nervose dappertutto, piccina), visto che volevo aspettare le 6 per andare nel locale "Miroir" per fare un po' di conoscenze. Stavo quasi per andare via quando sono stata fermata da una ragazza (signora? sicuramente ha una trentina di anni) che mi ha chiesto da dove venissi, di chi fossi fan, perché mi piacesse il Takarazuka. Abbiamo fatto un po' di conversazione, le ho spiegato cosa ci facessi in Giappone, lei mi ha detto cha ha studiato in Inghilterra, io le ho dato una delle mie cartoline, in breve, mi sono fatta un'amica ^^ le ho fatto oltretutto molta invidia perché lei è fan di Masao soltanto dall'anno scorso, quando le ho detto che ho visto "Hamlet!" dal vivo e che sono sua fan da quasi 4 anni ci è rimasta di stucco. Ci vedremo all'ochakai, e poi probabilmente andremo a vedere qualche spettacolo insieme se riusciamo a metterci d'accordo.
Salutata la mia nuova amica sono andata allo Zuka Bar "Miroir", che si trova molto vicino. Rimando alla prossima volta la descrizione del locale (kitchissimo), ma stavolta non ho potuto fare foto.
Visto che erano le 6 e 10 ancora non c'era nessuno tranne la barista, che stava guardando il DVD di "Conga". Ci siamo messe a chiaccherare (è proprio una persona piacevole), anche lei era venuta a vedere lo spettacolo quel giorno. Dopo poco è arrivata un'altra cliente, e insieme ci siamo messe a guardare il TCA del 2011, mentre io mangiavo dei tacos, il mio primo pasto della giornata (ero troppo agitata per mangiare prima). Sono stata davvero bene: non posso negare di avere sempre un po' paura a conoscere nuova gente soprattutto se ci devo parlare in giapponese, ma sono felice di riuscire a mettermi così alla prova: alla fine, ci guadagno sempre in termini umani (e anche in altri termini: parlando ad esempio ho scoperto che all'Università di Waseda esiste il club di fan del Takarazuka, in cui voglio assolutamente entrare).
Ho fatto vedere le mie foto in costume e mi hanno detto che somiglio a Seijou Kaito, principalmente perché ho le gambe lunghe. Poi ho scoperto che la ragazza che gestisce il bar è l'assistente dell'autrice del manga di "Kuragehime", non riuscivo a crederci! Prima o poi le mostrerò anche il mio vestito di Tsukimi. Mi hanno chiesto di portare il pc e di far vedere le foto e le performance del mio gruppo, speriamo bene (vai Baragumi! Alla conquista del Giappone)!
Ho ricevuto un sacco di biglietti da visita (pare che io sia ikemen), e quindi sono tornata a casa felice anche se presto, perché mi dispiace far stare alzata la mamma di famiglia ad aspettarmi. Dopotutto è finita appena adesso la mia prima settimana...anche se non si direbbe!
Tutta la revue andava vista dall'alto, perché tutte le scene erano scene di ballo di gruppo, intervallate da canzoni spesso cantate da un'attrice sola, che così permetteva alle altre di cambiarsi. Anche avere un posto SS però non mi sarebbe dispiaciuto, visto che Masao ha fatto la serenata a tutta la prima fila. Oltretutto è stato carino perché rideva mentre cantava <3
La seconda scena mi ha colpito particolarmente. Hokushou Kairi guidava, vestita tutta sbrilluccicosa, e l'insieme del ballo e del canto è stato spettacolare. In realtà mi è piaciuto praticamente tutto, anche se ho avuto l'impressione che sia durato solo una decina di minuti. Quando è partita la parade mi stavo mettendo a piangere perché stava già finendo. Ah, il tema del duet dance è quello de "Il Tempo delle Mele"...è stato magico, nonostante un po' mi venisse da ridere. Oltretutto Masao ha tre cambi di vestiti super rapidi, mi sa che è anche arrivata un po' in ritardo nel passaggio dal ballo delle otokoyaku al duet.
Riguardo alla divisione delle parti più o meno è stato come "Lupin", però fortunatamente Koshino-kumicho ha avuto un po' più di parti cantate e ballate. È stato bello in una scena (che ha un pezzo di coreografia particolarmente bello, con Masao sulla pedana rialzata con un cerchio di tutte le altre intorno, con la pedana grande che gira) in cui Masao distribuiva rose: quando è arrivata a Koshino si sono fermate un attimo, e Koshino si è stretta il fiore al petto. Mi sono commossa.
Ah, un'altra cosa che non ricordo di aver mai visto: nella botola grande c'è una botola più piccola da una persona sola, che ha portato su e riportato giù Masao ad una velocità incredibile. Io avrei avuto una paura...
Ah, ho già detto che brillava tutto? Non si vede così bene nei DVD, è bellissimo essere abbagliati da tutte quelle luci e paillettes ** il rocket anche è stato bello, giallo e nero in tema con i fazzoletti del fan club.
Comunque purtroppo dopo un'oretta è finito, quindi sono uscita e mi sono messa ad aspettare la demachi. Mentre aspettavo ho preso il modulo di iscrizione al fan club di Masao e la ragazza dello staff mi ha dato anche l'invito per l'ochakai. Purtroppo non hanno più biglietti per il senshuuraku...
Masao è stata la prima ad uscire. Lo spettacolo è finito alle 4 e mezzo e alle 5 e dieci lei era già fuori. Ho aspettato anche le altre (Chapi è stata stupenda! Si è scusata con tutti per essere uscita tardi, e lanciava occhiate nervose dappertutto, piccina), visto che volevo aspettare le 6 per andare nel locale "Miroir" per fare un po' di conoscenze. Stavo quasi per andare via quando sono stata fermata da una ragazza (signora? sicuramente ha una trentina di anni) che mi ha chiesto da dove venissi, di chi fossi fan, perché mi piacesse il Takarazuka. Abbiamo fatto un po' di conversazione, le ho spiegato cosa ci facessi in Giappone, lei mi ha detto cha ha studiato in Inghilterra, io le ho dato una delle mie cartoline, in breve, mi sono fatta un'amica ^^ le ho fatto oltretutto molta invidia perché lei è fan di Masao soltanto dall'anno scorso, quando le ho detto che ho visto "Hamlet!" dal vivo e che sono sua fan da quasi 4 anni ci è rimasta di stucco. Ci vedremo all'ochakai, e poi probabilmente andremo a vedere qualche spettacolo insieme se riusciamo a metterci d'accordo.
Salutata la mia nuova amica sono andata allo Zuka Bar "Miroir", che si trova molto vicino. Rimando alla prossima volta la descrizione del locale (kitchissimo), ma stavolta non ho potuto fare foto.
Visto che erano le 6 e 10 ancora non c'era nessuno tranne la barista, che stava guardando il DVD di "Conga". Ci siamo messe a chiaccherare (è proprio una persona piacevole), anche lei era venuta a vedere lo spettacolo quel giorno. Dopo poco è arrivata un'altra cliente, e insieme ci siamo messe a guardare il TCA del 2011, mentre io mangiavo dei tacos, il mio primo pasto della giornata (ero troppo agitata per mangiare prima). Sono stata davvero bene: non posso negare di avere sempre un po' paura a conoscere nuova gente soprattutto se ci devo parlare in giapponese, ma sono felice di riuscire a mettermi così alla prova: alla fine, ci guadagno sempre in termini umani (e anche in altri termini: parlando ad esempio ho scoperto che all'Università di Waseda esiste il club di fan del Takarazuka, in cui voglio assolutamente entrare).
Ho fatto vedere le mie foto in costume e mi hanno detto che somiglio a Seijou Kaito, principalmente perché ho le gambe lunghe. Poi ho scoperto che la ragazza che gestisce il bar è l'assistente dell'autrice del manga di "Kuragehime", non riuscivo a crederci! Prima o poi le mostrerò anche il mio vestito di Tsukimi. Mi hanno chiesto di portare il pc e di far vedere le foto e le performance del mio gruppo, speriamo bene (vai Baragumi! Alla conquista del Giappone)!
Ho ricevuto un sacco di biglietti da visita (pare che io sia ikemen), e quindi sono tornata a casa felice anche se presto, perché mi dispiace far stare alzata la mamma di famiglia ad aspettarmi. Dopotutto è finita appena adesso la mia prima settimana...anche se non si direbbe!
Takarazuka (part 1)
Ovviamente il post dedicato alla giornata di ieri non poteva che chiamarsi così. È stata una cosa incredibile, non riuscirò nemmeno a scrivere tutto quello che vorrei. Mi scuso in anticipo con tutti quelli che non capiranno niente di quello che scriverò...oh, se proprio volete informarvi cercate su Google.
La mattina sono uscita di casa molto presto, verso le 9, nella speranza di fare irimachi. Fra passeggiata, treno e metro ci ho messo più di un'ora, ma sono arrivata comunque prima che cominciasse. Ho individuato subito il fan club di Masao perché molte delle ragazze avevano la borsa della sua linea. Si stavano cominciando a disporre su due file, ma ancora non avevano niente altro di identificativo addosso. Ho chiesto, e ho anche domandato il modulo di iscrizione, ma la ragazza dello staff non li aveva. Verso le 10 e mezzo si sono disposte lungo il marciapiede, e hanno indossato il fazzoletto di riconoscimento: ovviamente GIALLO a strisce nere, con la silhouette di un'otokoyaku e la scritta Masaki R. con una luna...facile da riconoscere!
Masao è arrivata presto, verso le 10:50. Avendo pedinato il fan club per 40 minuti mi trovavo subito dietro le loro file, e visto che erano in ginocchio, come da prassi, ce l'avevo vicina vicina...
Posso dire che stavo soffrendo di sindrome di Stendhal, ma mi sa che è più corretto dire che non capivo una mazza in quel momento: ero nel panico perché mi ero dimenticata la memory card della macchina fotografica e quindi avevo solo una ventina di foto a disposizione (eh sì purtroppo...tanto ci torno), poi, appena scesa, Masao ha cominciato a tossire...terrore! Mi veniva da piangere. Ho fatto un po' una figuraccia perché quando ha salutato con la manina ho fatto per risalutarla. Solo i membri del fanclub (che stanno in ginocchio), possono ricambiare...mi sono beccata delle occhiatacce...
Dopo questa esperienza paranormale mi sono messa dietro i fanclub delle altre attrici, che si trovavano tutti dall'altro lato della strada, e ho aspettato pure loro ^^ le ultime ad arrivare, un'ora dopo Masao sono state Hokushou Kairi e Sao Kurama. Micchan l'ho persa perché mi sono distratta un attimo (come ho perso Magee, cammina troppo veloce...), ma ho apprezzato tantissimo il suo fanclub, è praticamente il fanclub delle nonnine! Ci sono ovviamente anche ragazze e donne giovani, ma in maggioranza sono vecchiette! Una di loro, con un solo dente in bocca, mi ha fermato per sapere se ero fan e di chi. Pronunciava la parola FAN come se fosse FUAN quindi per un momento pensavo mi stesse chiedendo se ero agitata.
Una cosa di cui mi sono stupita è stata la quantità di uomini che ho visto. Molti erano venuti allo spettacolo solo per accompagnare la moglie o la fidanzata ma ce n'era qualcuno pure nelle file dei fan club, e ce n'erano tanti che stavano dietro a scattare foto. O hanno scoperto il modo di fare soldi rivendendo gli scatti...
"Arséne Lupin" mi è piaciuto molto, anche se ho fatto un po' fatica a capire la trama. Con i dialoghi me la cavo, ma capire le parole delle canzoni, soprattutto se sono cantate in coro, è un'altra cosa. Nella scena iniziale, dopo averci spiegato che Lupin è dato per morto in America, parte una canzone CORALE che spiega il preambolo della storia, che io ovviamente non ho colto. A prescindere da questo me lo sono goduto proprio bene. Il mio posto era al secondo piano ma abbastanza avanzato e soprattutto centrale. Vedevo molto bene anche l'orchestra, cosa che mi piace molto. Quando le attrici alzavano lo sguardo dal ponte d'argento potevo illudermi che stessero guardando me.
La storia riguarda soldi rubati (ovviamente non da Lupin, ma tutti danno la colpa a lui) e della storia d'amore fra Arséne e Carla, la ragazza a cui i soldi sono stati rubati e del cui entourage fa parte lo stesso Lupin, sotto falso nome (almeno, così ho capito...).
Ma giustamente non è la storia l'importante! L'importante sono 1) le musiche, che mi sono molto piaciute, non so perché ma mi hanno ricordato Algiers no Otoko 2) i balletti, molto carini! Ci sono più scene di feste da ballo che mi sono piaciute tanto, e poi in ogni assolo Lupin è accompagnato da tante piccole otokoyaku con mantello e tuba che ballano <3 Ecco, a proposito di assoli. Ci sono molte canzoni di Masao, svariate di Chapi, poi le altre si sono prese un pezzetto per una. In Tsukigumi adesso si ha proprio l'impressione che manchi non solo una nibante, ma anche una vera sanbante. La parte di Hokushou Kairi, che interpretava Maurice Leblanc, era quella che più si avvicinava alla nibante, ma ammetto che l'ho trovata una parte un po' inutile, quasi irritante. Lei e Masao viaggiavano sempre in coppia, pure nelle scene d'amore! Gli altri personaggi le davano talmente poco credito che ad un certo punto ho pure pensato che non fosse davvero il biografo di Lupin ma solo una sua malata proiezione mentale...Hokushou Kairi è stata brava però. Ha un modo un po' sboccato di cantare che non mi piace tantissimo, ma a mio giudizio ha una bella voce ed è brava. Spero soprattutto per lei però che resti in Senka e non venga trasferita...
Le altre parti un po' più di spicco se le sono divise Seijou Kaito, che faceva il poliziotto, Sao Kurama, Miya Rurika e Nagina Ruumi. Sono andate molto bene tutte e quatto: il ruolo di Magee le è stato cucito addosso, è stata divertente, ma come al solito uguale a se stessa; Koma è stata brava a fare la cattiva, le si addiceva e ha cantato un pezzo molto bello; le altre due sono state brave anche se purtroppo anche la loro parte non era particolarmente impressionante.
La parte di Koshino-kumichou era abbastanza insignificante, purtroppo, però era un ruolo stupido, ed è stato divertente. Delle altre forse si ricorda bene solo Uzuki Hayate che, come al solito, balla molto.
Non mi esprimo troppo su Masao e Chapi perché ormai si sa cosa penso. Masao mi ha resa molto felice perché ha cantato senza particolari problemi, a parte una pausa seguita da quello che poteva essere un colpo di tosse, anche se non sono sicura. Controllerò con il DVD se effettivamente in quel momento c'è una pausa. Chissà con cosa si è drogata per andare in scena...Chapi è troppo brava <3 Ah, ecco mi sono espressa! I personaggi di Arséne e Carla non mi sono stati proprio di facile comprensione, ma immagino che sia perché non ho capito bene la storia...
Faccio un'ultima considerazione: di Lupin mi è proprio piaciuta la composizione delle scene. Questo però credo possa essere anche perché mi ero quasi dimenticata di cosa significasse guardare il Takarazuka DAL VIVO e non in DVD. I DVD sono belli, sono comodi, vedi le attrici in faccia, ma non vedi la scena. Non capisci sempre bene la scenografia. Non vedi l'orchestra. Non vedi cosa si sposta, le persone che escono di scena, le luci segnaletiche delle botole. Non vedi l'illuminazione del pavimento, che è una parte comunque importante in alcuni casi. Vero è che non vedi sempre bene dall'alto, ma puoi vedere tutto (anche se spesso non sai cosa guardare...). Al Taka hanno una cura nella composizione delle scene, nella disposizione delle attrici e nella coordinazione nei movimenti che ha dell'incredibile. Secondo me bisognerebbe proporre l'angolo dall'alto nei DVD.
Questo vale soprattutto nei casi delle revue come "Fantastc Energy", ma per la recensione dovrete aspettare la seconda parte! Buonanotte ^^
La mattina sono uscita di casa molto presto, verso le 9, nella speranza di fare irimachi. Fra passeggiata, treno e metro ci ho messo più di un'ora, ma sono arrivata comunque prima che cominciasse. Ho individuato subito il fan club di Masao perché molte delle ragazze avevano la borsa della sua linea. Si stavano cominciando a disporre su due file, ma ancora non avevano niente altro di identificativo addosso. Ho chiesto, e ho anche domandato il modulo di iscrizione, ma la ragazza dello staff non li aveva. Verso le 10 e mezzo si sono disposte lungo il marciapiede, e hanno indossato il fazzoletto di riconoscimento: ovviamente GIALLO a strisce nere, con la silhouette di un'otokoyaku e la scritta Masaki R. con una luna...facile da riconoscere!
Masao è arrivata presto, verso le 10:50. Avendo pedinato il fan club per 40 minuti mi trovavo subito dietro le loro file, e visto che erano in ginocchio, come da prassi, ce l'avevo vicina vicina...
Posso dire che stavo soffrendo di sindrome di Stendhal, ma mi sa che è più corretto dire che non capivo una mazza in quel momento: ero nel panico perché mi ero dimenticata la memory card della macchina fotografica e quindi avevo solo una ventina di foto a disposizione (eh sì purtroppo...tanto ci torno), poi, appena scesa, Masao ha cominciato a tossire...terrore! Mi veniva da piangere. Ho fatto un po' una figuraccia perché quando ha salutato con la manina ho fatto per risalutarla. Solo i membri del fanclub (che stanno in ginocchio), possono ricambiare...mi sono beccata delle occhiatacce...
Dopo questa esperienza paranormale mi sono messa dietro i fanclub delle altre attrici, che si trovavano tutti dall'altro lato della strada, e ho aspettato pure loro ^^ le ultime ad arrivare, un'ora dopo Masao sono state Hokushou Kairi e Sao Kurama. Micchan l'ho persa perché mi sono distratta un attimo (come ho perso Magee, cammina troppo veloce...), ma ho apprezzato tantissimo il suo fanclub, è praticamente il fanclub delle nonnine! Ci sono ovviamente anche ragazze e donne giovani, ma in maggioranza sono vecchiette! Una di loro, con un solo dente in bocca, mi ha fermato per sapere se ero fan e di chi. Pronunciava la parola FAN come se fosse FUAN quindi per un momento pensavo mi stesse chiedendo se ero agitata.
Una cosa di cui mi sono stupita è stata la quantità di uomini che ho visto. Molti erano venuti allo spettacolo solo per accompagnare la moglie o la fidanzata ma ce n'era qualcuno pure nelle file dei fan club, e ce n'erano tanti che stavano dietro a scattare foto. O hanno scoperto il modo di fare soldi rivendendo gli scatti...
Ah, mi sa che in Tsukigumi vanno di moda i pallini.
Alla fine dell'irimachi sono entrata nel Quatre Rêve per fare un po' di compere. Ci ho passato un sacco di tempo, poi ho scoperto che pure nell'edificio dall'altra parte della strada ce n'era uno e quindi sono andata di là, incerta su cosa comprare. Alla fine ero così spaesata che non ho preso molto: il progamma e il Le Cinq, un quaderno e una penna generici e due foto da attaccare in camera (più ogni cosa possibile da arraffare gratis per attaccarla al muro). Conoscendomi avrei detto che avrei comprato di più, ma dopo aver passato tanto tempo a desiderare tutte quelle cose poi non sapevo che fare! Meglio per il mio portafoglio ^^
Verso le una sono tornata a cercare le ragazze del fan club ma non le ho viste da nessuna parte, quindi sono entrata e mi sono diretta al mio posto. Ho scattato una foto al sipario sentendomi una ladra: non ero sicura che fosse consentito ma potevo sempre comunque usare la scusa che sono straniera...
"Arséne Lupin" mi è piaciuto molto, anche se ho fatto un po' fatica a capire la trama. Con i dialoghi me la cavo, ma capire le parole delle canzoni, soprattutto se sono cantate in coro, è un'altra cosa. Nella scena iniziale, dopo averci spiegato che Lupin è dato per morto in America, parte una canzone CORALE che spiega il preambolo della storia, che io ovviamente non ho colto. A prescindere da questo me lo sono goduto proprio bene. Il mio posto era al secondo piano ma abbastanza avanzato e soprattutto centrale. Vedevo molto bene anche l'orchestra, cosa che mi piace molto. Quando le attrici alzavano lo sguardo dal ponte d'argento potevo illudermi che stessero guardando me.
La storia riguarda soldi rubati (ovviamente non da Lupin, ma tutti danno la colpa a lui) e della storia d'amore fra Arséne e Carla, la ragazza a cui i soldi sono stati rubati e del cui entourage fa parte lo stesso Lupin, sotto falso nome (almeno, così ho capito...).
Ma giustamente non è la storia l'importante! L'importante sono 1) le musiche, che mi sono molto piaciute, non so perché ma mi hanno ricordato Algiers no Otoko 2) i balletti, molto carini! Ci sono più scene di feste da ballo che mi sono piaciute tanto, e poi in ogni assolo Lupin è accompagnato da tante piccole otokoyaku con mantello e tuba che ballano <3 Ecco, a proposito di assoli. Ci sono molte canzoni di Masao, svariate di Chapi, poi le altre si sono prese un pezzetto per una. In Tsukigumi adesso si ha proprio l'impressione che manchi non solo una nibante, ma anche una vera sanbante. La parte di Hokushou Kairi, che interpretava Maurice Leblanc, era quella che più si avvicinava alla nibante, ma ammetto che l'ho trovata una parte un po' inutile, quasi irritante. Lei e Masao viaggiavano sempre in coppia, pure nelle scene d'amore! Gli altri personaggi le davano talmente poco credito che ad un certo punto ho pure pensato che non fosse davvero il biografo di Lupin ma solo una sua malata proiezione mentale...Hokushou Kairi è stata brava però. Ha un modo un po' sboccato di cantare che non mi piace tantissimo, ma a mio giudizio ha una bella voce ed è brava. Spero soprattutto per lei però che resti in Senka e non venga trasferita...
Le altre parti un po' più di spicco se le sono divise Seijou Kaito, che faceva il poliziotto, Sao Kurama, Miya Rurika e Nagina Ruumi. Sono andate molto bene tutte e quatto: il ruolo di Magee le è stato cucito addosso, è stata divertente, ma come al solito uguale a se stessa; Koma è stata brava a fare la cattiva, le si addiceva e ha cantato un pezzo molto bello; le altre due sono state brave anche se purtroppo anche la loro parte non era particolarmente impressionante.
La parte di Koshino-kumichou era abbastanza insignificante, purtroppo, però era un ruolo stupido, ed è stato divertente. Delle altre forse si ricorda bene solo Uzuki Hayate che, come al solito, balla molto.
Non mi esprimo troppo su Masao e Chapi perché ormai si sa cosa penso. Masao mi ha resa molto felice perché ha cantato senza particolari problemi, a parte una pausa seguita da quello che poteva essere un colpo di tosse, anche se non sono sicura. Controllerò con il DVD se effettivamente in quel momento c'è una pausa. Chissà con cosa si è drogata per andare in scena...Chapi è troppo brava <3 Ah, ecco mi sono espressa! I personaggi di Arséne e Carla non mi sono stati proprio di facile comprensione, ma immagino che sia perché non ho capito bene la storia...
Faccio un'ultima considerazione: di Lupin mi è proprio piaciuta la composizione delle scene. Questo però credo possa essere anche perché mi ero quasi dimenticata di cosa significasse guardare il Takarazuka DAL VIVO e non in DVD. I DVD sono belli, sono comodi, vedi le attrici in faccia, ma non vedi la scena. Non capisci sempre bene la scenografia. Non vedi l'orchestra. Non vedi cosa si sposta, le persone che escono di scena, le luci segnaletiche delle botole. Non vedi l'illuminazione del pavimento, che è una parte comunque importante in alcuni casi. Vero è che non vedi sempre bene dall'alto, ma puoi vedere tutto (anche se spesso non sai cosa guardare...). Al Taka hanno una cura nella composizione delle scene, nella disposizione delle attrici e nella coordinazione nei movimenti che ha dell'incredibile. Secondo me bisognerebbe proporre l'angolo dall'alto nei DVD.
Questo vale soprattutto nei casi delle revue come "Fantastc Energy", ma per la recensione dovrete aspettare la seconda parte! Buonanotte ^^
2013-09-12
Su due Ruote
Sono stanca morta, è vero che sono una vecchia. Oggi ho fatto 13 km in bicicletta fino a Takadanobaba (ci ho messo un'ora e 20 perché non sapevo la strada) e 13 al ritorno (un'ora circa). Mi sa che non riuscirò a farlo tutti i giorni per andare all'Università.
Sono contenta però, mi piace andare in bici (forse l'unico esercizio fisico che mi piace...), anche perché mi permette di girare liberamente e di ricordarmi delle strade, dei santuari, dei negozi. Fortunatamente per me anche la bicicletta (rossa! che bello!) me l'ha prestata la famiglia, e posso usarla quando voglio. Anche la mia amica che vive a Takadanobaba ha comprato la bici e le abbiamo fatto la bandiera italiana.
Bene, vado a dormire perché domani ho un certo impegno a teatro...ma rimando le spiegazioni a domani sera.
Sono contenta però, mi piace andare in bici (forse l'unico esercizio fisico che mi piace...), anche perché mi permette di girare liberamente e di ricordarmi delle strade, dei santuari, dei negozi. Fortunatamente per me anche la bicicletta (rossa! che bello!) me l'ha prestata la famiglia, e posso usarla quando voglio. Anche la mia amica che vive a Takadanobaba ha comprato la bici e le abbiamo fatto la bandiera italiana.
Siamo andate a mangiare insieme in un negozietto loschissimo che prometteva riso (pilaf o al curry) e caffè. Il vecchietto che lo gestisce ci ha cucinato il riso e ci ha fatto il caffè in un modo stranissimo, utilizzando degli strani alambicchi alchemici. Era dolce, ma bevibile.
Dopo pranzo abbiamo fatto un giretto per le stradine vicino a Takadanobaba, che sono molto simili a quelle di Nerima, strette e tranquille.
Ah, ecco una testimonianza fotografica che dimostra che Tommy Lee Jones fa la pubblicità del caffè insieme agli SMAP. E che Dragonball è sempre in televisione anche qua. Le macchinette che distribuiscono le bibite meritano però un post tutto loro, che farò prossimamente.
Abbiamo fatto un po' di compere (libri e un orologio da polso per sostituire quello che ho rotto), e poi siamo tornate al karaoke, perché l'ora scarsa dell'altro giorno non ci aveva soddisfatto. Stavolta ci abbiamo passato due ore, e siamo state molto più felici. Ci hanno anche dato la lista delle canzoni che abbiamo cantato!
Prima di dirigermi nuovamente verso casa abbiamo fatto un altro giretto per negozi, per individuare supermercati e negozi utili. Appena entrate nel 100yen shop siamo state fermate da una ragazza italiana che viene da Siena e che come noi studierà alla Waseda e abbiamo fatto la spesa insieme. Purtroppo non sono riuscita a fermarmi con lei e la mia amica a cena perché la strada per tornare a casa era parecchio lunga, e domani devo svegliarmi presto. Oltretutto la madre della famiglia era sola, così le ho fatto compagnia. Mi ha cucinato tantissimo pesce <3
Yukkuri
Visto che ho finalmente dormito ieri notte, oggi l'ho presa yukkuri, con calma. Penso che questa sia la parola jolly di questi giorni, me la ripetono in continuazione.
Verso le 11 sono andata a trovare la madre della mia amica giapponese che vive a Firenze, per portarle dei regali e salutarla (e spostare le mie valige vuote in camera di sua figlia...), e ho pranzato con lei. È veramente una persona dolcissima, si preoccupa molto per me. Mi ha cucinato il pranzo, e l'abbiamo mangiato con calma, lentamente, pietanza dopo pietanza, chiaccherando. Oltretutto è un'appassionata di ceramica, e molte delle ciotole bellissime che abbiamo usato le ha fatte e dipinte lei a mano.
Verso le 11 sono andata a trovare la madre della mia amica giapponese che vive a Firenze, per portarle dei regali e salutarla (e spostare le mie valige vuote in camera di sua figlia...), e ho pranzato con lei. È veramente una persona dolcissima, si preoccupa molto per me. Mi ha cucinato il pranzo, e l'abbiamo mangiato con calma, lentamente, pietanza dopo pietanza, chiaccherando. Oltretutto è un'appassionata di ceramica, e molte delle ciotole bellissime che abbiamo usato le ha fatte e dipinte lei a mano.
L'ho trovato veramento delizioso. Il pranzo, ma anche tutta l'atmosfera rilassata. Come quando facevo cerimonia del tè, e stavolta non avevo nemmeno male alle gambe.
Verso le tre sono tornata a casa e mi sono riposata, fino a che non ho deciso di fare una passeggiata fuori. Non ho portato la macchina fotografica, ho camminato senza meta nel parchetto davanti casa ascoltando le cicale, e poi per le stradine lungo il fiume. Mi piace l'aspetto trasandato che hanno le casette basse di questi quartieri, mi piacciono i negozietti con le insegne scrostate e i prodotti ammassati. Sembrano venire da un'altra epoca.
Questa è la mia postazione per la cena. Sì lo so, metto un sacco di foto di cibo, ma quando non vado in posto spettacolari devo pur farvi salire l'invidia in qualche modo. Questo è tofu, da mangiare con pasta di zenzero e salsa di soia.
Non ho capito bene ancora l'ora giusta della cena, credo verso le sette di sera.
Dopo cena siamo andate a fare la spesa nel supermarket vicino a casa che resta aperto fino alle 9. Non sarebbe un fatto degno di nota se dentro non ci avessi trovato a vendere il vino Abola, imbottigliato a Radda in Chianti. In sconto.
ll mondo è veramente piccolo.
2013-09-11
Waseda
Dopo aver dormito solo un'ora e mezzo l'altra notte, ieri sera sono crollata come una pera, finalmente, quindi non sono riuscita ad aggiornare. Ieri ero stanca morta ma mi sono forzata a stare sveglia tutto il giorno per riuscire a riprendere ritmi di vita normali.
La mattina ho fatto un giro nei dintorni. Il quartiere dove vivo, Nerima, mi sembra un po' la Campo di Marte di Tokyo (non-fiorentini, scusate il riferimento incomprensibile): è un quartiere residenziale tranquillo, pieno di alberi, mi ricorda un po' la mia casa.
Qua è pieno di ciliegi, in primavera sarà uno spettacolo bellissimo.
Dopo aver fatto un giretto e individuato i negozi utili (le librerie, i conbini e i negozi "tutto a 100yen") ho preso il treno alla stazione di Kami-shakujii per arrivare a Takadanobaba, la stazione più utile per arrivare all'Università di Waseda. Considerata l'estensione di Tokyo la distanza da percorrere non è molta, ma dal mio punto di vista è strano definire "vicini" due luoghi distanti quanto Campo di Marte e Scandicci.
Takadanobaba è già molto più affollata e "metropolitana". Anche gli stranieri sono tanti: rispetto a Kyoto i gaijin passano molto più inosservati. Mi è capitato comunque di scambiare sorrisi o qualche parola con altri stranieri, così, per solidarietà, e non solo con caucasici, anche con persone di colore: indipendente dalla "razza", una volta che ti rendi conto di essere una minoranza, cresce naturalmente il senso di aggregazione. Mi sembra una cosa molto interessante. Come se fra di noi ci dicessimo: "come te sono estraneo a questo mondo quindi siamo amici". E questo indipendentemente anche dal trattamento che ricevi dai giapponesi: ci sono molti asiatici che risiedono in Giappone, e in proporzione a loro e ai giapponesi i "non asiatici" sono davvero pochi, per questo ti sembra sempre di essere fuori posto, non perché veramente ti escludano o ti osservino come una bestia rara (anche se a volte accade). Passeggiando per il mio quartiere quando incontro le persone, soprattutto quelle anziane, ho preso l'abitudine di salutare o di sorridere, se i nostri sguardi si incrociano: ne ricevo sempre in cambio dei sorrisi bellisimi e accoglienti.
Alla stazione, mentre aspettavo la mia amica italiana, sono stata approcciata da un ragazzo giapponese (dico ragazzo, avrà avuto 35 anni, più o meno, anche se con i giapponesi non si sa mai). Distribuiva volantini dell'UNICEF, e dopo aver tentato di convincermi a fare una donazione mi ha detto che dovevo andare alla sua esibizione jazz domenica. Poi è tornato a dare volantini. Poi è tornato dandomi un foglio col suo nome di facebook e mi ha chiesto di aggiungerlo. Poi è andato via. Poi è tornato senza la divisa dell'UNICEF, mi ha regalato una bibita in bottiglia ("Avrai caldo, no?"), e mi ha chiesto il numero di telefono. La mia amica è arrivata appena in tempo.
Insieme siamo andate a vedere il campus dell'Università, anzi, uno dei campus, quello dove probabilmente faremo lezione. C'è davvero da tirarsela a essere studente di Waseda. A leggere la pagina di Wikipedia in proposito mi sono spaventata. Sembra di essere in una di quelle università inglesi o americane che si vedono nei film, c'è anche l'auditorium dei primi del '900 in stile finto europeo (ho letto che è ispirato al Palazzo Ducale e al Campanile di Piazza San Marco a Venezia...). Ha anche un motto! "Indipendenza nell'apprendere", mi pare appropriato per me. Sicuramente ha anche un inno <3 Nei negozi all'interno del campus vendono un sacco di articoli firmati Waseda, probabilmente fatti per far morire d'invidia i tuoi amici che non hanno passato il test di ammissione. Ci sono anche gli articoli realizzati in collaborazione con Hello Kitty, di cui ovviamente ho acquistato un esempio.
Dopo la visita al campus io e la mia amica abbiamo deciso che era giunto il momento di farci un'oretta di karaoke, distruggendoci le corde vocali. Anche questo mi mancava: avere una stanza per me, per cantare indisturbata insieme ai miei amici. Abbiamo provato a cantare "My heart will go on" in katakana, con la pronuncia giapponese, ma mi è venuto troppo da ridere, ho rischiato la morte da soffocamento.
Tornando a casa ho sbagliato direzione del treno ma fortunatamente ero ad una sola fermata dal capolinea e quindi sono tornata indietro. Ho fatto anche esperienza di telefonate. Telefonare parlando in giapponese mi mette molta più ansia che non il colloquio faccia a faccia. Qua in famiglia mi hanno prestato un cellulare da tenere finché non ne avrò uno mio, con i loro numeri da chiamare in caso di necessità.
Ho fotografato la cena anche ieri perché continuo a meravigliarmi della composizione dei pasti. A Kyoto vivevo da sola e passavo molto tempo con le mie amiche italiane: anche quando uscivo con i giapponesi mangiavamo sempre fuori. Per questo non ho tanta esperienza in cucina giapponese casalinga (che trovo ottima, tra l'altro). Continuo a non capire cosa posso mangiare con cosa. Ieri abbiamo mangiato il riso col cucchiaio.
La mattina ho fatto un giro nei dintorni. Il quartiere dove vivo, Nerima, mi sembra un po' la Campo di Marte di Tokyo (non-fiorentini, scusate il riferimento incomprensibile): è un quartiere residenziale tranquillo, pieno di alberi, mi ricorda un po' la mia casa.
Qua è pieno di ciliegi, in primavera sarà uno spettacolo bellissimo.
Dopo aver fatto un giretto e individuato i negozi utili (le librerie, i conbini e i negozi "tutto a 100yen") ho preso il treno alla stazione di Kami-shakujii per arrivare a Takadanobaba, la stazione più utile per arrivare all'Università di Waseda. Considerata l'estensione di Tokyo la distanza da percorrere non è molta, ma dal mio punto di vista è strano definire "vicini" due luoghi distanti quanto Campo di Marte e Scandicci.
Takadanobaba è già molto più affollata e "metropolitana". Anche gli stranieri sono tanti: rispetto a Kyoto i gaijin passano molto più inosservati. Mi è capitato comunque di scambiare sorrisi o qualche parola con altri stranieri, così, per solidarietà, e non solo con caucasici, anche con persone di colore: indipendente dalla "razza", una volta che ti rendi conto di essere una minoranza, cresce naturalmente il senso di aggregazione. Mi sembra una cosa molto interessante. Come se fra di noi ci dicessimo: "come te sono estraneo a questo mondo quindi siamo amici". E questo indipendentemente anche dal trattamento che ricevi dai giapponesi: ci sono molti asiatici che risiedono in Giappone, e in proporzione a loro e ai giapponesi i "non asiatici" sono davvero pochi, per questo ti sembra sempre di essere fuori posto, non perché veramente ti escludano o ti osservino come una bestia rara (anche se a volte accade). Passeggiando per il mio quartiere quando incontro le persone, soprattutto quelle anziane, ho preso l'abitudine di salutare o di sorridere, se i nostri sguardi si incrociano: ne ricevo sempre in cambio dei sorrisi bellisimi e accoglienti.
Alla stazione, mentre aspettavo la mia amica italiana, sono stata approcciata da un ragazzo giapponese (dico ragazzo, avrà avuto 35 anni, più o meno, anche se con i giapponesi non si sa mai). Distribuiva volantini dell'UNICEF, e dopo aver tentato di convincermi a fare una donazione mi ha detto che dovevo andare alla sua esibizione jazz domenica. Poi è tornato a dare volantini. Poi è tornato dandomi un foglio col suo nome di facebook e mi ha chiesto di aggiungerlo. Poi è andato via. Poi è tornato senza la divisa dell'UNICEF, mi ha regalato una bibita in bottiglia ("Avrai caldo, no?"), e mi ha chiesto il numero di telefono. La mia amica è arrivata appena in tempo.
Dopo la visita al campus io e la mia amica abbiamo deciso che era giunto il momento di farci un'oretta di karaoke, distruggendoci le corde vocali. Anche questo mi mancava: avere una stanza per me, per cantare indisturbata insieme ai miei amici. Abbiamo provato a cantare "My heart will go on" in katakana, con la pronuncia giapponese, ma mi è venuto troppo da ridere, ho rischiato la morte da soffocamento.
Tornando a casa ho sbagliato direzione del treno ma fortunatamente ero ad una sola fermata dal capolinea e quindi sono tornata indietro. Ho fatto anche esperienza di telefonate. Telefonare parlando in giapponese mi mette molta più ansia che non il colloquio faccia a faccia. Qua in famiglia mi hanno prestato un cellulare da tenere finché non ne avrò uno mio, con i loro numeri da chiamare in caso di necessità.
Ho fotografato la cena anche ieri perché continuo a meravigliarmi della composizione dei pasti. A Kyoto vivevo da sola e passavo molto tempo con le mie amiche italiane: anche quando uscivo con i giapponesi mangiavamo sempre fuori. Per questo non ho tanta esperienza in cucina giapponese casalinga (che trovo ottima, tra l'altro). Continuo a non capire cosa posso mangiare con cosa. Ieri abbiamo mangiato il riso col cucchiaio.
2013-09-10
Mal di fuso
Qua è mezzanotte passata ma non riesco a dormire, quindi aggiornerò il blog. Tanto quando comincerò l'università e (forse) a lavorare non farò più nulla di interessante e non avrò comunque il tempo di scrivere, quindi meglio approfittarne.
Oggi, tanto per cominciare da qualche parte a girare questa città immensa, sono andata a vedere il famoso TOKYO SKYTREE, la nuova torre panoramica per le telecomunicazioni terminata appena l'anno scorso, che ha battuto in altezza anche la Tokyo Tower. Non sono salita fino in cima, però, mi sono fermata al centro commerciale che si trova al di sotto.
Visto che ho fatto la vera turista mi sono sentita in dovere di scattare una foto anche al mio matcha latte.
Dopo aver pranzato con un gigantesco okonomiyaki la figlia mi ha portato a piedi fino ad Asakusa, il quartiere più tradizionale di Tokyo. Dirigendomi verso il fiume Sumida ho notato un edificio che non avevo mai visto prima: una specie di piccolo grattacielo a forma di tazza, con un corno dorato in cima. Pare che sia uno dei palazzi della Asahi, la marca di birra, e che rappresenti un bicchiere colmo con la schiuma che straborda, a forma di fiamma per rappresentare lo spirito ardente della suddetta birra.
No, abbandonate ogni pregiudizio: l'idea di questa cosa brutta non è di un giapponese, ma di un architetto francese. I tokyoti la chiamano anche "cacca d'oro". In modo affettuoso, dice Wikipedia.
Ho recitato una preghierina nel Sensō-ji, abbiamo fatto un giro fra le bancarelle turistiche e poi ci siamo dirette a casa, incontrando un bellissimo tramonto. Avevo fatto una foto all'antica pagoda con lo SKYTREE in lontananza, per mostrare come in questo paese convivano pacificamente modernità e tradizione, ma penso che ne abbiamo tutti abbastanza di questa storia.
La cena è stata nuovamente un momento molto bello di conversazione e di studio dei programmi televisivi. Uno degli Arashi mi ha insegnato a tagliare le cipolle senza piangere, Yamapi ha fatto un resoconto dei 15 balli più famosi del '900, divisi per epoche, e un sacco di persone si sono prese in giro perché non sanno parlare inglese. Mi piacciono i giapponesi, hanno spirito di autocritica.
In realtà mi piace davvero guardare i programmi nipponici. A parte che mi sono molto utili per la lingua, sicuramente nella loro "leggerezza" sono godibili, e non annoiano perché affrontano tematiche varie, che vanno dallo studio delle lingue straniere ai cibi tradizionali delle città giapponesi.
In famiglia guardano anche il telegiornale, ma le uniche cose che ho capito bene fra ieri e oggi sono 1) la ferita del terremoto e dell'incidente di Fukushima è ancora profondamente aperta, anche se qua sono tutti molto tranquilli riguardo al pericolo di fuoriuscita radioattiva, e 2) la città di Tokyo ci tiene veramente tanto ad essere scelta come sede delle Olimpiadi del 2020. Anche questo è collegato a Fukushima: i giapponesi vogliono con tutte le loro forze riscattarsi da quello che considerano un "errore" che ha minato l'immagine positiva che il mondo aveva di loro.
Anche la cena di stasera è stata ottima. Quando devo mangiare sono sempre un po' nel panico: non so se posso mangiare determinate cose con le bacchette, se posso bere il brodo o cosa devo abbinare a cosa. In realtà la cosa che mi affligge di più è che non c'è un ordine preciso di portata: la mia anima italiana è abituata a finire il primo e poi passare al secondo, e ancora fa storie quando le ordino di mangiare il riso, poi la carne, poi il miso e poi di nuovo il riso per poi passare all'insalata.
Abbiamo mangiato solo in tre oggi: la madre finisce di lavorare verso le sette, mentre il padre non è tornato fino a dopo le nove. In tre la conversazione riesce più facile che in due, e devo dire che mi trovo davvero bene anche solo parlicchiando in giapponese. Di una cosa sono certa: il più grande ostacolo comunicativo fra me e loro è che io pensando in italiano ometto informazioni che per loro sono necessarie, mentre loro in giapponese omettono cose che invece a me servono. Una volta che sarò riuscita ad entrare nella giusta mentalità, riuscirò ad parlare bene anche senza usare tanti vocaboli o tanta grammatica.
Non mi dilungo su quanto siano tutti sempre carini e disponibili nei miei confronti, e con sincerità. Mi hanno pure prestato dei libri per bambini per fare esercizio di lettura; ne ho cominciato uno prima, quando mi sono accorta che non riuscivo a dormire, ma era troppo triste. Parla di una mamma volpe che perde il suo piccolo e poi fa amicizia con un umano. Visto che in questi giorni, nonostante mi trovi bene e tutto, sono in una fase altalenante di mal di stomaco da ansia e lacrima facile ho preferito interrompere. Domani chiederò se mi prestano dei manga.
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